Avete notizie della campagna elettorale?

 Chiacchieravo, ieri sera, con un amico coetaneo, ricordando quando, da ragazzi, facevamo e vedevamo la politica, con i comizi, i manifesti, i rischi di scontri di piazza o gli scontri davvero… E concludemmo che la politica di allora non c’è più, e lo sappiamo ormai da anni. 

 Sì, vero, dicevo io: ma una cosa come in questo 2021, non si è veduta mai. Siamo al 10, cioè a una settimana dall’inizio ufficiale, e a venti giorni dalla fine, e di campagna elettorale non si avverte nemmeno l’ombra di un sogno. A proposito, non illudetevi che se uno non tiene comizi in piazza, invece in internet… Io sono un assiduo frequentatore dei cosiddetti social, e non vedo niente nemmeno lì.

 Prova provata. Passeggiando sul Lungomare, provate ad attaccare discorso con uno qualsiasi sulla politica e sul 3 ottobre; ebbene, se non vi manda al diavolo, certo cambia argomento.

 C’è molto disinteresse tra gli elettori; ma non è che i candidati e i loro amici facciano di più. Quello di cui avverto la più desolata carenza è la politica nel senso più nobile e genuino, cioè i contenuti e le proposte e l’ideologia. A parte, ovviamente, le dichiarazioni antimafia, che in Calabria sono come gli auguri di Natale, che ve li rivolgono anche i peggiori atei.

 La Calabria è ultima per la sanità? I candidati, muti; ed evidentemente non leggono i giornali. La Calabria è l’ultima per occupazione? Silenzio totale dei candidati. Strade, ferrovie eccetera? Qualche vaga lamentazione.

 Ecco, amici belli, ora io, con pazienza, aspetto fino al 3 ottobre mattina. Voglio intanto sentire qualche discorso serio e di effetto immediato, e non delle idilliache promesse da realizzare ai tempi dei pronipoti dei nipoti.

 Voglio sentire cosa ne pensano, questi signori candidati, a proposito di lavoro (lavoro, non posti!), di economia, di turismo, di funzionamento della burocrazia, di scuola… insomma, di tutte le cose che davvero interessano a chi vive in Calabria.

 Quanto alla cultura, non nutro la benché minima diafana speranza. Per esempio, il 14 prossimo è l’esatto anniversario della morte di Dante, e, ad oggi, la Regione Calabria e l’Università di Cosenza se ne sono, per dirla educatamente, straimpipati, alla faccia dell’Alighieri, e soprattutto di Gioacchino da Fiore.

 Chi era costui? Ahahahahah. Niente cultura, dunque, alla Regione: ma se non sono capaci degli aerei regni delle Muse, almeno ci parlino, i candidati, delle più terra terra faccende dell’economia. Un settore nel quale, ripeto, la Calabria è l’ultima d’Europa.

Ulderico Nisticò