Azienda sanitaria di Reggio, presunti lestofanti e santa furbizia

Ragazzi, aver letto Tacito e il Machiavelli, deve pur servire a qualcosa: entrambi insegnano che, quando si vuole compiere un’azione politica utile e necessaria, meglio farla subito e con qualche pretesto che tappi la bocca alle proteste fasulle. Ovvero, in Italia un procedimento legale dura abbastanza perché il colpevole muoia nel suo letto; un commissariamento, si fa ad horas; ed è stato fatto. Alleluia.

Sono anni che l’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria è sotto ogni genere di inchiesta per ogni sorta di guai, tipo pagamenti due volte alla stessa persona, e altre amenità; e che, in un modo o nell’altro, i responsabili riuscivano a scansarsela. Oggi apprendiamo che tale (presunta) ignobile ASP è stata sciolta dal Governo, e, finalmente, è stata commissariata.

Bene, benissimo, così si fa; altro che chiacchiere e promesse di faremo e diremo. Arrivano i commissari, e cosa fatta capo ha. I commissari sono funzionari ministeriali, e non politicanti!
Bene, ma, chiederete voi, dov’è la furbata? Beh, io non sono nella testa del ministro Salvini, però, come buon lettore del Machiavelli e di Tacito, tiro a indovinare che abbia tagliato la testa al toro con il sistema più rapido, veloce e sicuro che ci sia in Calabria: la mafia!

In Calabria, come sapete, tutti, ma proprio tutti combattono la mafia: professori, allievi, intellettuali, fiaccolatori… persino i politici! E allora, non si possono lamentare, se, per combattere la mafia, il Governo scioglie l’ASP di Reggio, mafiosa. Santa furbizia!

Ora ci facciamo due risate. Secondo gli antimafia di professione, segue cena, i mafiosi sono nati a San Luca, hanno visto papà ammazzare mammà, non andarono a scuola, e mangiano tutti i giorni una capra scannata a Polsi. Insomma, dei subumani, da convertire a forza di prediche antimafia. Metodo sicurissimo: se io fossi il più crudele mafioso della storia, giuro che mi convertirei subito, pur di non sentire ore e ore di sproloqui con tono da invasati! Ahahahah.

Eh, ragazzi, ma i medici e funzionari dell’ASP di Reggio non sono nati a San Luca; e non mangiano la capra, anzi magari qualcuno è vegano; hanno mamma e papà vivi e vegeti; sono andati ad asilo, elementari, medie, liceo classico, università, esame di Stato, specializzazione, master in America…
…e sono sempre i primi ai convegni antimafia segue cena, e alle fiaccolate segue cena.

Ora, speriamo che al più presto possibile i commissari ministeriali scoprano abbastanza magagne per sbattere molti anni in galera funzionari e medici; e, finita la retata degli incensurati, anche i mafiosi. Certi onesti, ragazzi, sono assai più pericolosi dei mafiosi; e a me, vi dichiaro che mi fanno mille volte più schifo.
Evviva la santa furbizia che ha eliminato i disonesti in giacca e cravatta!

Ulderico Nisticò