Badolato – L’antico borgo trasformato per tre giorni in un laboratorio-incubatore di idee

images2Per tre giorni l’antico borgo medievale di Badolato è stato oggetto di studio e ricerca, divenendo un laboratorio ed incubatore di idee e futuri progetti, per circa 70 studentesse e studenti del Politecnico di Milano. Il gruppo di studenti del corso internazionale di “Town Planning Design Workshop” è stato accompagnato dai docenti Isabella Inti, Riccardo Mazzoni, Silvia Sbattella e Filippo Romano e e dai tutor Mara Reina, Tania Sarria e Carlo Gallelli. Di 15 nazionalità diverse le ragazze e i ragazzi partecipanti, iscritti alla laurea magistrale di Architettura e quindi già in possesso di una laurea di primo livello: Italiani, Cinesi, Serbi, Polacchi, Spagnoli, Francesi, Belgi, Mongoli, Thailandesi, Sudafricani, Australiani, Russi, Rumeni, Turchi e Siriani. Attraverso delle visite specifiche e mirate e dei sopralluoghi tecnici itineranti, tra aree urbane ed aree rurali circostanti, il gruppo di lavoro ha potuto conoscere e studiare Badolato, il borgo e la sua area costiera e marina, sotto vari aspetti: urbanistico, paesaggistico, rurale ed agricolo, marittimo, infrastrutturale, storico-artistico, religioso e culturale, gastronomico.

Il “field trip” del Politecnico in programma dal 17 al 20 novembre, intitolato “Ghost town laboratory – Badolato/Riace”, – progetto che nasce dallo studio e dalla ricerca “Frontiere Aperte” e da “Badolato2020” della prof.ssa Isabella Inti, del giovane architetto badolatese Carlo Gallelli e di alcuni suoi colleghi – ha avuto inizio Giovedì 17 Novembre con una prima tappa a Reggio Calabria con visita al Museo Nazionale e ai Bronzi e con un incontro in quel di Riace con l’amministrazione comunale e gli operatori dei progetti di accoglienza ai migranti. Il 18 Novembre mattina, gli studenti ed i docenti del Politecnico sono stati ufficialmente ed istituzionalmente accolti in Comune a Badolato grazie ad una conferenza realizzata nella sala consiliare del borgo. Dopo il saluto del sindaco Mannello, che ha valorizzato l’iniziativa proponendo l’avvio di una fattiva e proficua collaborazione tecnico-istituzionale tra le parti, la conferenza è proseguita con un interessante dibattito tra gli studenti e i docenti e le componenti dell’amministrazione comunale (presenti Daniela Trapasso, Federica Paparo e Domenico Leuzzi), l’Ass.ne Operatori Turistici “Riviera e Borghi degli Angeli”, la Comunità Terra Madre “Borghi in Comunità”, diversi organi di stampa ed alcuni cittadini del borgo.

Negli interventi istituzionali dei rappresentanti comunali è stato sottolineato: “Questo è un momento importante per Badolato – hanno precisato Mannello e gli assessori/consiglieri presenti – e la scelta del Politecnico di Milano di prendere come oggetto di studio Badolato per realizzare progetti di riqualificazione e rivitalizzazione dei borghi abbandonati e spopolati, sotto l’aspetto architettonico, culturale e turistico, ci sprona a collaborare. Abbiamo proposto ai responsabili del progetto di valutare la proposta di concedere al Politecnico un palazzo storico di proprietà del Comune per aprire una scuola-laboratorio, esporre i loro progetti, lavorare in sede per approfondire i loro studi sul territorio, avviare una proficua collaborazione”. Due giovani studenti, in seguito, una polacca e l’altro belga, nei loro interventi, hanno evidenziato la bellezza del borgo, forse tra i più caratteristici d’Italia, l’accoglienza dei suoi abitanti, la loro generosità, la disponibilità a dialogare, di farli entrare in casa e offrire loro le specialità culinarie locali con un ottimo bicchiere di vino delle colline badolatesi. “Possiamo dire – hanno precisato Zofia e Robin – che ci siamo innamorati a prima vista di questo stupendo borgo. Noi siamo impegnati nel gruppo laboratoriale che intende studiare Badolato sotto l’aspetto turistico”.

Tra gli interventi, da registrare anche quello del giovane architetto badolatese Carlo Gallelli che nel suo intervento ha presentato il progetto “Badolato2020” dichiarando: “Questa iniziativa fa parte di un progetto che stiamo portando avanti da diversi anni. La presenza qui a Badolato di decine di studenti, di 15 nazionalità diverse, ha l’obiettivo di trasformare l’antico borgo in un laboratorio ed incubatore di idee per la sua futura rigenerazione e rivitalizzazione. I sette gruppi di lavoro affrontano le diverse tematiche legate al territorio: paesaggio, agricoltura, montagna, urbanistica, turismo, dissesto idrogeologico, arte e cultura. Ma anche sotto l’aspetto dell’accoglienza che, negli anni ’90, ha visto Badolato al centro dell’attenzione mondiale per il primo progetto-pilota di accoglienza ai migranti, con ancora oggi la presenza qui nel nostro paese di famiglie di immigrati o di gruppi di giovani richiedenti asilo politico, gestiti dal CIR grazie al programma SPRAR. Abbiamo visitato anche il Museo Nazionale con i Bronzi di Reggio Calabria ed il comune di Riace, balzato alla ribalta internazionale per i recenti progetti di accoglienza e per il coraggio e lavoro di Mimmo Lucano”.

La docente Silvia Sbattella ha sottolineato, poi, il fatto che l’idea prioritaria è quella di studiare l’identità di questi luoghi e trovare il modo per proteggerli, provando a ridare al borgo un futuro più lussuoso possibile puntando alla sua rivitalizzazione, nonostante il forte disagio insediativo. Il Prof. Riccardo Mazzoni ha, altresì, evidenziato la necessità di salvare questi borghi che rischiano di morire a causa dello spopolamento, dichiarando: “Ciò si ottiene facendo partire delle dinamiche di sviluppo che hanno la loro solidità e consistenza come cardini fondamentali di strategie capaci di ristabilire un corretto legame tra domanda e offerta di cultura. Nel caso di Badolato, ad esempio, parliamo del progetto di tesi “Frontiere Aperte” che prevede la creazione di una rete di interventi capaci di mettere a sistema le principali risorse del paese”. Domenico Leuzzi, promotore turistico, consigliere comunale e componente dell’associazione “Riviera e Borghi degli Angeli” (network turistico che ha collaborato fattivamente per la buona riuscita del progetto), si è fatto interprete dei vari interventi, anello di congiunzione con quello di Carlo Gallelli, affermando: “Oggi, si è aperta per Badolato una finestra verso il futuro completamente inaspettata. Per noi è motivo d’orgoglio collaborare con il Politecnico di Milano e con questo gruppo di docenti e studenti che porta avanti un progetto che ha l’obiettivo di incrociare un potenziale vantaggio di opportunità su una matrice fatta di elementi già esistenti sul territorio. Sicuramente dovremmo fare i conti con le ristrettezze economiche comunali, ma ci attiveremo per usufruire di fondi nazionali e regionali, o sfruttare bandi e fondi europei, per attuare interventi nel centro storico e soprattutto nella zona demarcata”.

A fine discussione il promotore dell’evento, l’architetto badolatese Carlo Gallelli, ha voluto illustrare alla stampa il progetto “Badolato2020” (vincitore in questi giorni del premio speciale “Riuso 05” dato direttamente dalla giuria della Festa dell’Architetto 2016, ancora in corso alla Biennale di Venezia presso il palazzo storico Ca’ Giustinian): un progetto di studio e ricerca, fatto di idee e proposte precise e lungimiranti, che si pone l’obiettivo di realizzare un laboratorio permanente per rivitalizzare il centro storico con le sue aree urbane e le sue aree rurali circostanti. Per tre giorni lunghi ed intensi, il borgo di Badolato è stato percorso in lungo e largo da circa 70 partecipanti che lo hanno potuto conoscere e scoprire in tutte le sue sfaccettature, intervistandone anche i suoi cittadini, badolatesi e neo-badolatesi, autoctoni, stranieri e migranti. Incantati dal panorama che punta lo sguardo sul Golfo di Squillace, nonostante il maltempo, il gruppo non si è mai fermato di fronte alla voglia quotidiana di andare alla scoperta della bellezza del patrimonio architettonico e storico-artistico del borgo o delle sue chiese, di antichi palazzi gentilizi, delle strette viuzze, del patrimonio agricolo e rurale, dell’area urbana in marina lungo la SS.106 o della zona costiera, con l’oggettivo intento di individuare ed analizzare anche punti critici da far propri per la seconda fase di progettazione. Non è certamente mancato l’incontro spassionato ed il rapporto di conoscenza immediato con la cordialità dei badolatesi oppure il dialogo con gli stranieri che hanno comprato e ristrutturato casa nel centro storico.

Ad esperienza conclusa, sempre il giovane architetto badolatese Gallelli ha ufficialmente dichiarato: “È stata per me e per tutti una settimana intensa ed è solo l’inizio di un grande progetto condiviso tra università, associazioni ed enti locali. Insieme a 70 studenti abbiamo invaso e trasformato Badolato in un incubatore di idee. Proporremo nei prossimi mesi alcuni progetti per il rilancio del territorio e delle economie locali. È stata una piccola esperienza che dimostra l’importanza di creare sinergie più ampie possibili. Grazie all’amministrazione comunale di Badolato, al DAStU Politecnico di Milano e a tutte le realtà associative e imprenditoriali locali che hanno reso possibile questo piccolo esperimento”.

 

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