Bandi regionali sulla cultura

La Regione ha emanato due bandi per la cultura. Spero che ne sappiano approfittare i Comuni e vari altri enti. Ci sono cose per il teatro, attività di cui mi diletto, ma io manco le leggo, per due motivi:

– Senza contare gli atti unici, ho rappresentato, e continuo, circa 35 lavori; ma solo uno, Il Giulivo, Premio Firenze Fiorino d’oro 2002, produzione Tempo Nuovo, è stato “regolare”; tutti gli altri, valgono meno di zero agli occhi della burocrazia europea e regionale, giacché non ho una compagnia registrata eccetera, ma solo estemporanei amici e attrezzature e luoghi in prestito tipo Quarzo o Castello di Squillace. All’EU non importa un piffio che siano capolavori o patacche, e che la gente si “emozioni” o no, ma che ci sia un numero da qualche parte. Nos numerus sumus, direbbe Orazio.

– Per avere l’80% della somma, devo trovare il 20: siccome il massimo è 40.000€, io, per avere questi soldini, cioè 32.000, devo prima averne 8.000. In Olanda, a Milano, forse li troverei con una sponsorizzazione; a Soverato, manco 800; anzi, anche con 80 avrei difficoltà.

Attenzione, non è una critica ai bandi, e so che devono rispettare certe regole. È una critica radicale alle regole, all’Europa, e a chi, dal 1957, non è mai riuscito a far capire all’Europa che una cosa è Torino o Monaco, e un’altra, tutt’altra è Soverato; e non possono valere gli stessi criteri.
A parte che, per un intervento di natura archeologica, 40.000 € non sono manco bruscolini; e figuratevi per opere di restauro etc.
E anche per fare teatro con un poco di esigenze tecniche, ci vogliono soldi.

I Comuni etc? Dovrei farvi ridere e piangere, ricordando le mie disavventure con Cafarra, con la stessa Squillace sindaci… E sempre per lo stesso motivo, “non abbiamo soldi”.

Servirebbe… ma via, in una Calabria pullulante di avvocati, non se ne trova uno che sappia aggirare legalmente le leggi europee, e trovare il modo di un finanziamento non a pioggerellina (dimenticavo che a tutte quelle cifre bisogna togliere un quarto di IVA!), ma sul serio.

Per esempio, io propongo un progetto XXXXXX di altissimo respiro sulla Magna Grecia. Mi occorrono alcuni denari e l’aiuto di tutte le città interessate.
Che progetto è, XXXXXX? E no, ragazzi: in vecchiaia, finalmente, mi sono fatto furbo. Se la Regione lo vuole sapere, mi mandi una bella lettera RRR, protocollata e firmata, e poi ne parliamo.

Ulderico Nisticò