Battaglia difende Leone XIV: «Il Vangelo inquieta perché il potere non può comprarlo»


Non è solo una questione di diplomazia irritata o di protocolli violati. È uno scontro di civiltà, ma non quello delle armi: è lo scontro tra la forza del comando e la libertà della parola.

Il Cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, rompe il silenzio con una nota destinata a far discutere, schierandosi apertamente con Papa Leone XIV dopo i recenti e durissimi attacchi del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

​Il crimine della pace
​L’interrogativo sollevato da “Don Mimmo” è tagliente e punta dritto al cuore della Casa Bianca: perché l’uomo più potente della terra sente il bisogno di accanirsi contro chi non possiede né eserciti, né mercati, né bombe?
​Secondo Battaglia, la colpa del Pontefice è quella di aver chiesto, semplicemente e radicalmente, la fine della guerra.

​”Leone XIV ha detto che troppe persone muoiono. Troppi innocenti. Ha detto che qualcuno deve alzarsi e dire che c’è un’altra strada. È questo il crimine?”

L’arcivescovo suggerisce che il fastidio del potere politico nasca dalla natura stessa del Vangelo, una forza che non si lascia né dominare, né comprare, né ignorare. Al centro dell’agenda del Papa non ci sono gli equilibri geopolitici, ma il “fragile”, il “bambino sotto le macerie”, il “migrante che nessuno vuole”.

​”Non ho paura”: oltre la polemica
​Il Cardinale chiarisce che la reazione del Papa non è una banale controffensiva politica. Quando Leone XIV pronuncia le parole “Non ho paura”, non sta rispondendo a Trump. Sta affermando una condizione esistenziale.
​L’interlocutore: Il Papa non parla al Presidente americano; parla ai poveri, ai respinti, a chi non ha casa.
​La natura della voce: Una parola descritta come “scomoda, libera, disarmata” che, a differenza della propaganda elettorale, è destinata a restare anche quando il rumore del potere si sarà spento.

Verso l’8 maggio: Napoli attende il Papa
​La nota di Battaglia non è solo un atto di solidarietà, ma il preludio a un evento che trasformerà Napoli nel cuore pulsante di questa resistenza spirituale. L’8 maggio, Leone XIV sarà nel capoluogo campano.

“Camminerà con noi”, scrive Battaglia, annunciando che la città accoglierà il Pontefice facendo proprio quel motto diventato ormai un manifesto: “Non ho paura”.

In un clima di tensione internazionale crescente, Napoli si prepara a diventare il palcoscenico di una sfida simbolica: quella di un’umanità che, davanti alla muscolarità del potere, sceglie di non abbassare lo sguardo.