Battere moneta

A forza di scostamenti di bilancio, cioè debiti, e con l’approvazione del 98% del parlamento, centrodestra in testa, l’Italia si sta indebitando; e ancora non sono arrivati, anch’essi a debito, i millantati miliardi dell’Europa; e si parla di MES, cioè altri debiti. Quando sarà passato il covid, ci troveremo con una voragine di soldi da pagare.

Alcuni simpatici utopisti di mia scienza vorrebbero risolvere il problema con una bella raffica di tasse, anzi, qualcuno, sognando di assalire i castelli dei biechi capitalisti e trovare mucchi di soppressate e oro e gioielli rubati al popolo. Troverebbero al massimo una carta di credito su banca di Singapore, nel frattempo bloccata via internet!

Quanto al già tartassatissimo ceto medio (impiegati e pensionati, alla fonte), le tasse aumentano strisciando, però è solare che le conseguenze saranno il crollo degli acquisti già scarsi, quindi la fine di un’economia già abbondantemente disastrata.

Che può fare, lo Stato? Beh, battere moneta ossidionale: dal latino “obdisio, onis”, assedio. Esempio: Catanzaro, fedele a Carlo V, venne assalita da un forte esercito francese, che alla fine bastonò a sangue. La città, assieme a un corpo di soldati spagnoli, aveva tutto: mura, viveri, armi, e uomini (allora!) con i baffi. Difettava, per l’assedio, di soldi liquidi, e allora che fece? Coniò moneta: ne restano degli esemplari, con la scritta OBSESSO CATANZARIO. Fuggiti i nemici, pagò in moneta effettiva.

Noi siamo in una situazione di assedio molto peggiore di quello del conte di Capaccio nel 1528. L’Italia non può coniare euro, perché l’euro è di proprietà della Banca Centrale Europea, e noi lo paghiamo con interessi e signoraggio. Prodi ci fece entrare nell’euro alla bazzecola di 1 = 1936,27; e il 2 dicembre di 18 anni fa, 2002, tutti i commercianti portarono a 1 euro, cioè 1936,27, quello che prima costava 1000 lire: il doppio. Prodi, e sei mesi dopo Berlusconi, non fecero nulla di nulla per impedire l’evidente truffa. Così l’euro c’impoverì tutti quanti.

Per uscire dall’euro, ci vorrebbe una guerra, che perderemmo la prima settimana. Lo stesso per tornare alla lira. Ma nessuno ci può impedire un’operazione di mero valore interno: usare i BOT e altri titoli di Stato.

Non vi fate venire idee strane sul mio conto: lo scrivevo negli anni 1990 su Pagine Libere, sul Secolo d’Italia, su Antibancor; e conservo gli articoli. Lo disse una mezza volta a mezza voce Salvini, ma gli tapparono subito la bocca, e lui rispose come Garibaldi a Trento: OBBEDISCO.

Ora mi spiego alla buona. Se lo Stato deve elargirmi una pensione, diciamo, di 1000 € e io devo pagare, diciamo, 100 di bollo auto, e tutto questo avviene in euro, sia lo Stato sia io stesso paghiamo l’euro alla BCE. Moltiplicate queste operazione per milioni di cittadini e milioni di operazioni, e vedrete se non è una montagna di denaro.

Se lo Stato, invece, mi paga 900 € in euro e 100 in BOT, e io con i 100 pago il bollo, è una partita di giro a costo zero per i 100 BOT, e lo Stato ha speso 900 e non 1000. Moltiplicate…

Lo Stato può emettere quanti BOT vuole… o quanti è logico secondo le circostanze. Riduce così i debiti.
È possibile che i BOT divengano anche moneta circolante parallela? Beh, questo dipende da una cosa ben nota in scienza delle finanze: la fiducia di chi li dovrebbe accettare. Gli assegnati della rivoluzione francese erano cara straccia e non li voleva nessuno; dei BOT dello Stato italiano, con tutti i limiti, sono cosa seria. E se un creditore non spera di avere immediatamente degli euro, facilmente accetterebbe dei BOT a tempo, soprattutto se a loro volta spendibili o come circolante o almeno per pagare tasse e balzelli.

Ovvio che la BCE, e l’Europa in generale, non saranno d’accordo: pazienza; e io ci dormo sopra. In questo momento noi no abbiamo il problema di far contenta Ursula, ma di respingere Capaccio sotto forma di covid; vinta la guerra, ne riparleremo.

Ulderico Nisticò