Bellarmino e Galileo in replica

UN, Mariantonietta Barbieri, Mariana Lancelotti, suor Ausilia, Pino Vitaliano

 L’atto teatrale su san Roberto Bellarmino, dato con successo a Davoli Marina, è stato richiesto dalla cortesia di suo Ausilia de Siena, direttrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice, per i suoi allievi, ed è andato in scena sabato 16 mattina. I giovani allievi, nonostante il testo fosse molto impegnativo, hanno mostrato di apprezzare la provocazione morale e culturale, e hanno risposto con la massima attenzione. Pubblichiamo qui le indicazioni che sono state loro lette prima della rappresentazione.

IL TESTAMENTO DI ROBERTO BELLARMINO
di Ulderico Nisticò
con Mariana Lancellotti e Pino Vitaliano; musiche di Mariantonietta Barbieri.

COMMENTO

 Nel 1517, Martin Lutero diede inizio alla Riforma protestante, che si estese, in vario modo, a Germania Settentrionale, Scandinavia, Isole Britanniche. La Chiesa, dopo un momento di crisi, operò per quella che si usa chiamare Controriforma, convocando un Concilio a Trento, che divenne occasione per una profonda riflessione e sulle condizioni reali della Fede e della stessa Chiesa, e su come difenderle e dai protestanti e dalla pressione militare turca.

 Con il Concilio, vennero riformati i costumi in senso morale; nacquero, accanto a Francescani e Domenicani, nuove Congregazioni religiose come i Gesuiti; si potenziò l’attività missionaria nelle Americhe, in Asia e in Africa; si riorganizzarono le strutture, badando molto alla cultura del clero attraverso i Seminari diocesani.

 L’Inquisizione si addossò il compito di controllare le pubblicazioni, ormai a stampa, con un “Index librorum prohibitorum”; e di reprimere le opinioni considerate eretiche rispetto alla Dottrina cattolica. Ne furono colpiti i filosofi Giordano Bruno, messo al rogo l’anno 1600, e Tommaso Campanella, imprigionato dal viceré di Napoli. Entrambi, bisogna ricordare, avevano intrecciato al loro pensiero anche atteggiamenti politici, nel caso del Bruno molto poco chiari.

 Il cardinale Roberto Bellarmino, nato nel 1542, era entrato tra i Gesuiti. Divenuto cardinale e inquisitore, aveva partecipato al processo contro Bruno. Affrontò poi il caso Galileo.

 Galileo Galilei, nato a Pisa nel 1564, fu scienziato poliedrico, e valente scrittore antimarinista. Affermò e praticò, contro quello deduttivo (dall’universale al particolare), il metodo induttivo (dal particolare all’universale), con l’esperimento invece del sillogismo aristotelico. Utilizzò il detto dantesco “provando e riprovando” in senso induttivo, ben sapendo che l’Alighieri lo aveva pronunziato in senso opposto. Gli si devono molti principi di fisica, tra cui l’isocronismo e l’attrito.

 Scrisse di scienza in volgare italiano, e ciò lo rese sospetto: poteva, infatti, seminare dubbi nel popolo e tra i credenti non sorretti da cultura teologica. Vivace polemista, Galileo si procurò dei nemici anche personali, criticando copertamente anche i papi.

 La vicenda di Galileo è stata spesso assunta come prova dell’oscurantismo della Chiesa di Roma. Facile opporre che i conflitti religiosi condussero a molti di questi episodi, come la decapitazione di san Tommaso Moro per mano di Enrico VIII d’Inghilterra. Al contrario, fu la Chiesa, nel 1582, a riformare, con l’ausilio della scienza, il calendario gregoriano, che i Paesi protestanti accettarono solo due secoli dopo, e la Chiesa ortodossa ancora rifiuta.

 Bellarmino partecipò al primo processo, nel 1616, ma non al secondo, quando Galileo dovette abiurare: era già morto, nel 1621.

 Il presente lavoro teatrale mette a confronto Bellarmino con una figura storica nascosta ma importante: la colta e ferma figlia di Galileo, suor Maria Celeste (Virginia Galilei, nata nel 1600, morta nel 1634). I due ecclesiastici, pur nel rispetto reciproco, hanno un vivace contrasto, espresso con linguaggio colto e raffinato, e ciò fa del loro dialogo, sorretto dalla musica, un argomento da teatro nel senso di conflitto mentale e spirituale tra due posizioni.

 Alla suora, nella nostra immaginazione, Roberto confessa che, sul piano razionale, si è convinto della tesi che sia la Terra a girare intorno al Sole (eliocentrismo), ma che, per la pace delle anime e per non mettere in crisi la Dottrina, ritiene necessario ribadire il contrario: che il Sole giri attorno alla Terra (geocentrismo), con orbita perfettamente circolare, figura dello stesso Dio e di un mondo che si spiega con la logica e con la teologia. Non è dunque un problema di cosmologia, ma la difesa della Chiesa in un momento di gravi difficoltà.

 La verità scientifica, non più ritenuta pericolosa, sarà accettata dalla Chiesa, che, mentre ha elevato Bellarmino alla santità, ha riconosciuto che anche Galileo era un buon cattolico, e non intendeva negare né la Fede né le Sacre Scritture.

Ulderico Nisticò

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