Bene la Santelli: ma la Giunta?

 Credo che Jole Santelli non immaginasse, quando accettò la candidatura (e, dopo 5 anni di PD, di fatto elezione!), che le sarebbe piombato addosso il guaio del coronavirus; e invece se la sta cavando egregiamente, con la tenacia delle donne calabresi.

 A proposito di donne, ce ne sono alcune che si comportano con lei proprio da donnicciole, criticando il cappello e gli orecchini, e denigrandola con calunnie generiche: a dimostrazione che troppo spesso le signore si fanno male tra loro.

 Va bene, finora, presidente Santelli. Finora, però, alla data del 15 maggio, non posso dire altrettanto della Giunta, almeno su due argomenti importanti. Non dico niente di argomenti tecnici di altri assessorati, ma vorrei attirare l’attenzione dei lettori, e magari della stessa Santelli, su rifiuti e cultura.

 Reggio, Cosenza e non so altri sono in preda a cumuli non portati via. E non vengono portati via, perché non si sa dove portarli, in quanto le discariche… Ovvero, sta succedendo la stessa identica cosa dei tempi di Oliverio e di tutti gli altri tempi della Regione, e il solo modo di trattare i rifiuti è la discarica. Discarica significa un posto dove l’immondizia si getta e tanti saluti. È ovvio che prima o poi questo poco igienico postaccio s’intasi, e non basti più.

 Ho chiesto, io, molte volte alle Giunte precedenti, e nessuno mi ha risposto. Ma erano o politicanti di turno, o commissari tipo Chiaravalloti, o commissari di passaggio, inetti in partenza a fare qualsiasi cosa. Ora l’assessore è Di Caprio, e se la nomina di un colonnello dei Carabinieri ha un senso, è proprio perché faccia il contrario dei suoi inutili predecessori: s’inventi il riciclaggio dei rifiuti, la loro utilizzazione; e faccia smettere subito l’assurdo sistema delle discariche.

 Il recupero degli avanzi ha due utilità: riduce i termini del problema immondizie; può costituire, anzi deve costituire occasione di produzione e lavoro. Da un colonnello, mi aspetto un’azione da colonnello, se no basta un MMM. Non so se ci sono ancora nelle caserme, i Marescialli Minuto Mantenimento, per la gestione ordinaria

 E veniamo alla cultura, il cui assessore e vicepresidente, Spirlì, non sta dando, nel settore di sua competenza, alcun segno di vita. È comparso l’altra volta in tv assieme alla Santelli, ma come scenografia.

 Vero che gli assessori alla cultura sono stati sempre messi lì a caso e decorativi; ma dalla Santelli mi aspetto altro. A proposito, ripeto e ribadisco che io per cultura intendo cultura, non sproloqui politicamente corretti e buonismi generici e piagnistei, marce, fiaccolate, palloncini… il tutto, ovviamente, segue cena. Insomma, vorrei che la Regione aiutasse la cultura, quella vera.

 Se no, a che serve un assessore? Per passare carte, basta uno dei tanti impiegati GP della Regione. Che vuol dire GP? Era pure quella una sigla militare, ma goliardica, parodia della militar burocrazia: arrivateci da soli.

Ulderico Nisticò