Benvenuto Decreto Calabria

Fino a qualche tempo fa, la Calabria contava 42 (quarantadue) ospedali, ovvero un ospedale ogni 357 chilometri quadrati incluse spiagge e montagne. Esempio: Soverato, Chiaravalle, Serra, Soriano, Pizzo, Vibo, Tropea!

Con tutti questi ospedali, e avendone sempre uno sotto casa, i malati se ne vanno a Bologna etc., e la Calabria paga. Qualcuno ha calcolato che il più grande ospedale calabrese sta a Milano!

E se non ci fossero le strutture private, un’analisi richiederebbe una lista d’attesa di mesi e oltre.
Aggiungiamo le infinite zone grigie, anzi buie; le infiltrazioni; la carriere ridicole e irritanti di certi amministrativi; e lo scarso quando non nullo aggiornamento di strutture e personale medico.
Mi fermo qui, perché lo sapete tutti, lo sfascio. Benvenuto, Decreto; ovvero, se la politica calabrese è incapace, lo Stato prende in mano la situazione. Evviva dunque la tirannia.

Sì, d’accordo, d’accordissimo. Però, amici belli del Governo gialloverde, se tirannia dev’essere, tirannia sia, e non il già visto pateracchio di mezzo commissariamento e mezzo zampino della politica locale.

La prima operazione del commissario è l’ispezione della realtà, per costatarne le arretratezze, e costringere agli adeguati ammodernamenti; e non solo tecnici, ma proprio mentali. Bisogna ridurre l’ospedalizzazione ai casi che effettivamente la richiedano; ma offrire una qualità tale da sconsigliare l’emigrazione sanitaria.
Rigorosa dev’essere la gestione finanziaria, con l’ottimizzazione dei costi. Mai più deve verificarsi il verminaio dell’ASP di Reggio, dove pagavano due e forse più volte le stesse uscite… per dire solo del caso famigerato.

Conclusione politica: di chi è la colpa, dello sfascio della sanità in Calabria? Dei soliti A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra). Non posso elencare tutti gli assessori e vicepresidenti ugualmente inutili e dannosi dei presidenti, ma li do per conosciuti. Idem per i politicanti vari, sindaci eccetera…

Ebbene, se la classe politica è colpevole, tutto può essere, tranne rivolgersi ai colpevoli, se vivi, o, se trapassati, ai loro eredi ed estimatori.
Si può cambiare la sanità solo se cambiamo tutta la classe politica; idem per i passacarte.

Ulderico Nisticò

 

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