È Biagio Izzo, con “L’ arte della truffa”, il mattatore della seconda serata della stagione teatrale 2026 a Soverato.
Una commedia brillante, energica, vivace e divertente che ha visto sul palcoscenico, insieme all’attore napoletano, Ciro Pauciullo, Arduino Speranza, Adele Vitale, Carla Ferraro e Roberto Giordano.
Costretto a vivere la quotidianità in un mondo reale intriso di cattiveria, il pubblico della ” Bomboniera culturale jonica” ha trascorso un’indimenticabile serata di San Valentino, tra risate, spunti di riflessione ed un finale a sorpresa veramente pirotecnico.
Ancora una volta Biagio Izzo è riuscito a far vivere e diventare vera una storia inventata dagli ottimi autori Augusto ( anche regista) e Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli.
L’amore per il teatro è stato il vero protagonista da entrambi i lati della sala : in platea e galleria,con tanti applausi e grasse risate, sul proscenio con professionale arguzia e sperimentata professionalità nel vivere ed interpretare la trama seguendo cuore e copione.
Protagonista la voglia di fare, e fare bene, marchio di fabbrica della Squadra organizzatrice : Lele Amoruso, Lino Gerace, Paola Grande e tutto l’ufficio Cultura del Comune di Soverato, continuano a muoversi nel mondo dello spettacolo in maniera superlativa.
La truffa è un arte ed a volte anche il truffatore può apparire ” buono e simpatico”. Un messaggio importante regalato ad un teatro, sempre sold – out, colmo del desiderio di trascorrere quasi due ore di divertimento allo stato puro.
Ormai la Perla dello Jonio, con il suo comprensorio, ha imparato a tuffarsi nel mare magnum della cultura artistica divertendosi nell’affrontare temi capaci di smuovere anche le menti, oltre che il cuore ed il sorriso.
Biagio Izzo, attore poliedrico, empatico e verace, incarna pienamente un modo di vivere fantasioso ma anche profondo, estroverso e, al contempo, attento, simpatico ma ricco di contenuti, capace di affascinare e coinvolgere lo spettatore mediante una risata.
Risata che, come si diceva una volta, è in grado di seppellire le astruse ipocrisie di un mondo nel quale siamo costretti a vivere ma dal quale spesso cerchiamo di evadere attraverso varchi di leggero, e magari un po’ folle, gioioso entusiasmo.
