Bilancio regionale mitologico, e tutti muti

L’eufemismo è una figura retorica, tipo quando uno dice “non mi sento molto bene”, e intanto gli hanno già impartito l’Olio Santo; o “non promosso” perché bocciato pare brutto. Se ci fosse il Nobel per l’eufemismo, lo assegnerei al TG Calabria del 19 novembre, ore 19.30, e a quello della mattina seguente, per quanta dolcezza ha mostrato nel comunicare, tra i denti e quasi per caso, che la Regione ha trombato il bilancio. Però, non manca mai il mattinale della Questura, con tutti gli arresti minuto per minuto, inclusi gli arresti degli arrestati. Insomma, Canale 38, Giallo.

Carinissima e delicata la Gazzetta, che in prima pagina parla d’altro.
Aveva detto la sua, pesantemente, la calabra Corte dei conti, organismo di solito non proprio logorroico; e se ha parlato, si vede che proprio non ne poteva fare a meno.

Cosa ha scoperto? Che la Regione considera soldi “certi ed esigibili”, quelli che soldi non sono; soldi immaginari; anzi, siccome siamo in Magna Grecia, soldi mitologici.
Ho, lo so che la cosa è complicata, e se ci cascassi, me lo lascerei analiticamente spiegare da Oliverio o dal suo epico cantore Michele Drosi; ma sono un turpe reazionario, e procedo per sintesi: il bilancio regionale non c’è; se tutto va bene, si va all’esercizio provvisorio; se va male, la Regione chiude.

Magari, chiudesse, una Regione che dal 1970 non ne indovina una! E questo bilancio sbagliato è uno dei tantissimi guasti fatti alla Calabria da A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra), uno peggio dell’altro e l’altro peggio dell’uno. Politicamente parlando, s’intende.

Di questo scherzetto del bilancio, la colpa attuale è di Oliverio e soci, quindi della sinistra o centrosinistra; per le colpe precedenti, leggete l’elenco di cui sopra. Sacrosanto; e, nel frattempo, dov’è il centro(destra)?

Palesemente pappa e ciccia con Oliverio, i forzitalioti fanno finta di non esserci, contenti di altri due mesi di stipendione; l’ultima volta che hanno parlato, fu per assicurarsi i vitalizi.
Meno male che c’è Guccione, il compagno Guccione nemico a morte di Oliverio.

Intanto è bell’e certo che il solo candidato al 26 gennaio è Oliverio; il PD gioca a cucusettete cercando nomi miracolosi; FI vuole un Occhiuto, o Mario o Roberto (c’è anche, per le pari opportunità, una sorella, ma è condannata a un anno e mezzo); la Lega non li vuole ma per tutto il resto non esiste, né indigena né bergamasca; i renziani piaggiano, e, come insegna padre Dante in VI Inf., quando uno piaggia, è più pericoloso proprio perché aspetta in agguato come il serpente; gli stelluti, che sentono addosso l’ombra della morte (s’intende, politica) tipo Umbria, annaspano, e cercano anche loro un mago Merlino.

L’opinione pubblica… ahahahahahahahahahahah! L’opinione pubblica in Calabria è come i pesci quando dialogano con le tartarughe a casa delle giraffe.
Sarebbe l’ora di una rivolta ideale, che metta assieme qualche decina di persone salde e forti e che se ne freghino di parenti, amici e associazioni varie. E che non siano minimamente disponibili al dialogo con nessuno, e vadano avanti con: “Sì, sì; no, no: il resto viene dal demonio”.

E che non se ne escano con “tu hai perfettamente ragione non al 100%, ma al 1000%; anzi io lo sostengo da molto prima di te; però, nelle attuali particolarissime circostanze… ”, e giù leccate al potente di turno, pro assunzione figlio ciuco e dottore.

Serve gente di fegato duro e che abbia poco cervello flaccido e analitico e “machiavellico”; e molto di quello che non dico. È con i furboni e i plurilaureati che la Calabria è la terzultima d’Europa.
Vediamo se si fa avanti qualcuno?

Ulderico Nisticò