Bollette al 60%…

 …ipocritamente dette, stamani, al 59. In soldoni – è proprio il caso di dirlo! – una bolletta elettrica da 100 € (si fa per dire: non ce ne sono, di così basse!), diventa 159; se parliamo di aziende, una di 1.000 diventa 1.600; una di 10.000, 16.000, eccetera.

 E bisogna pagare, o ti tagliano la luce. E la situazione al Sud è peggiore; e in Calabria, 300.000 in “povertà energetica”, cioè al freddo e al gelo, e al buio.

 Cosa fa, l’Europa? O niente, o litiga; e ognuno, come la Germania, cerca di salvarsi per conto suo. Ecco la dimostrazione che questa Europa (dis)Unita è stata pensata per uomini banali in circostanze banali e ordinarie, che di fronte alla benché minima difficoltà rivelano tutta la loro mediocrità umana e culturale, quindi politica.

 Bravissima nel misurare gli involucri delle ricotte – storico!!! – l’Europa annaspa di fronte a qualsiasi problema serio. A che serve, l’Europa?

 E invece il momento è difficilissimo, e non è il caso di giocare ai bravi ragazzi. À la guerre comme à la guerre… e siamo anche in guerra, per chi non lo sapesse.

 Sto pensando al prossimo governo italiano? Sì, esattamente, perché mi aspetterei un governo che governi, e che assuma provvedimenti immediati e radicali, e non da pannicelli caldi. Qualsiasi provvedimento di qualsiasi governo su qualsiasi cosa susciterebbe consenso e dissenso; ma un governo deve decidere, senza cadere nella tentazione di accontentare tutti come succede nella pubblicità diretta o indiretta. Un governo non vende prodotti, ma governa.

 Coraggio, persino Cesare Augusto ebbe degli oppositori; e mica quattro ragazzini, ma Ovidio e, dentro casa, Giulia, unica figlia naturale. Questo non gli impedì certo di governare.

 Un governo dice sì e no a chiunque: parlamento, giornali, tv, preti, intellettuali, ragazzini in sciopero, Europa, NATO, Russia e Ucraina; perché il suo compito è governare, non farsi applaudire; e chi non è d’accordo, aspetti le prossime elezioni.

 Nel caso delle bollette, un governo se ne frega della legge della domanda e dell’offerta, cioè di Amsterdam (che sta in Olanda, non nel Donbass!), e taglia il prezzo. L’Italia resta al freddo e al buio? Forse, ma gli usurai di Amsterdam faranno la fame, e alla fine dovranno calarsi le brache.

Ulderico Nisticò