Bologna: verità giudiziaria e lettura politica

 Per la strage di Bologna di 42 anni fa… mica poco, ma la Giustizia lavora lentamente… abbiamo dei condannati in via definitiva. Non ho alcun motivo per dubitare della sentenza e della verità giudiziaria, che suppongo sia frutto di lunghe e accurate indagini. Se, stando alla sentenza, X o Y o Z o W hanno provocato lo scoppio di ordigni, e perciò causato morti e feriti, stiano in galera a vita; in carenza di altre opzioni.

 Quello che mi lascia dei dubbi è aver chiamato in ballo la P2 di Licio Gelli che, accusato di tutto e del contrario di tutto, poi è morto quasi centenario nel 2015 portandosi dietro gli arcani veri o immaginari della sua vita. Troppe, le sue colpe, per essere tutte vere?

 Non ho molte perplessità sugli esecutori materiali degli attentati e omicidi degli anni 1970-90. Chi, a qualsiasi titolo, ha partecipato alla politica, ne ha viste… ha visto gente passare dall’estrema destra all’estrema sinistra e viceversa; e aggirarsi tra i gruppi persone di molto dubbia provenienza, inclusi agenti cecoslovacchi e dei colonnelli greci… La mia modesta opinione è, lo era già allora, che usare un’arma non è facile come nei film; e mettere una bomba, non è operazione per dilettanti ma da professionisti. Chi si ricorda dell’editore Feltrinelli, che saltò in aria da solo?

 Non è da dilettanti e intellettuali rapire in pieno giorno Moro uccidendo cinque agenti e non sfiorando il rapiendo; e, attenti qui, non è da dilettanti farsi scappare la situazione in pieno centro di Roma, e nemmeno una talpa più essere così cieca. Trovare un dilettante da mandare a uccidere e morire, in quegli anni era facilissimo.

 Cosa voglio dire? Che in ogni situazione non dilettantesca compaiono sempre personaggi misteriosi, auto che stanno dove non dovevano, agende improvvisamente sparite… eccetera con tutto l’apparato dei misteri d’Italia. E spuntano i “servizi segreti deviati”: deviati? e da che?

 Se mai, i servizi segreti non deviati (???) avevano il dovere di stare alle calcagna di terroristi ed eversivi e sovversivi vari. Come? Ve lo spiego subito: nell’ufficio OARIO del mio reggimento c’era una mia cartella con tutto il mio 68 minuto per minuto. E io non avevo messo nessuna bomba, ve lo giuro. Avevo scritto, con altri che non dico, sul muro dell’Università, a caratteri cubitali, CON LE BUDELLA DI NIXON IMPICCHEREMO BREZNEV, ma, a distanza di 53 anni, non solo il reato è prescritto, ma il 95% dei viventi non ha più la minima idea di chi fossero i due che volevamo così selvaggiamente trattare, e che comunque poi morirono non di nostra mano. Però c’era tutto, nella cartella che un commilitone infedele lesse per me.

 Come sia stato possibile che dei rapitori, dico ancora quelli di Moro, stessero cinquanta giorni tranquilli nel bel mezzo di Roma, è dal 1978 che mi resta incomprensibile; e come il prefetto Della Chiesa se ne andasse da solo di notte per i vicoli di Palermo… eccetera.

 Quello che invece non mi convince, è il tentativo di cercare una verità politica. Nel caso di Bologna, secondo la sentenza, “impedire il cambiamento politico in Italia”. Sarei curioso di sapere cosa c’entrino Bologna, oppure Ustica, eccetera, con l’eventuale governo Alfa invece di Beta o Gamma o Delta; e se gli attentati abbiamo o meno impedito o favorito qualsiasi cosa. Erano anni in cui i governi cambiavano ogni sei mesi, anzi venivano eletti a tempo e destinati a cadere per i “rimpasti”, o, con triviale battuta, pasti.

 Negli anni 1970-80 l’Italia versava nel più totale disordine; e che dal 1992 si dissolse la cosiddetta Prima repubblica (la cd Seconda non è meglio, ma qui non c’entra); e che forse la stagione delle stragi prolungò di qualche anno la misera e cachettica vita dei morenti partiti degli anni 1980… ma da questo a correre a conclusioni, ce ne vuole.

 Per i giovani… beh, anche per quelli di meno di cinquant’anni, i partiti di allora erano DC, PCI, PSI, PLI, PRI, PSDI, tutti spazzati via ai primi degli anni 1990, e completamente dimenticati. Restava, in piedi tra le rovine incluse le sue, il MSI-DN, ma a Fiuggi 1995 lo assassinò Fini con la complicità di tantissimi camerati di sicura fede speranzosi di meno nobile avvenire che poi non ottennero.

 In mezzo a questo disastro nazionale, niente di più facile che trovare dei bombaroli disoccupati, se servivano. E se tra cent’anni si scoprirà che il vero colpevole fu il ministro Pincopallino del 1980, sarebbe uno dei perfettissimi sconosciuti che in quegli anni stavano in “governi balneari” e roba del genere; e comunque sarebbe stramorto per ragioni naturali.

 Naturali? Ne siamo proprio convinti? Però, mors solvit omnia.

Ulderico Nisticò