Siamo ormai alla fine del secondo mandato del Sindaco e, con onestà intellettuale, è doveroso tirare le somme. Dopo dieci anni di governo non è più possibile parlare di fase iniziale, di problemi ereditati o di ostacoli imprevisti.
Dieci anni rappresentano un tempo più che sufficiente per programmare, intervenire, correggere errori e imprimere una direzione chiara allo sviluppo del territorio. Se i problemi sono ancora gli stessi, la responsabilità non può che essere politica.
La frazione Roccelletta continua a essere il simbolo più evidente di questa mancata svolta. Strade dissestate, buche profonde e diffuse, manutenzione insufficiente, situazioni di pericolo segnalate e mai risolte in maniera strutturale.
Non si tratta di episodi isolati, ma di criticità croniche che accompagnano l’intero arco dei due mandati. Alla fine di un ciclo amministrativo così lungo, ciò che conta non sono le promesse ma i risultati. E i risultati, purtroppo, non sono all’altezza delle aspettative.
Anche sul piano dello sviluppo economico il bilancio è debole. Un territorio che può contare sul mare e su un patrimonio straordinario come il Parco Archeologico di Scolacium avrebbe potuto costruire in dieci anni una strategia integrata capace di generare attrattività, turismo stabile e nuove opportunità occupazionali.
Oggi, alla fine del secondo mandato, non si registra alcuna trasformazione strutturale significativa. Il servizio idrico continua a presentare disservizi che si ripetono nel tempo. Le opere pubbliche mostrano criticità evidenti, come nel caso dei marciapiedi non pienamente accessibili o della scuola completata ma non attivata.
Tutti elementi che, presi singolarmente, potrebbero essere considerati problemi gestionali; presi insieme, delineano invece un quadro di inefficienza sistemica. Alla fine del secondo mandato non si possono più invocare attenuanti.
Si deve valutare ciò che è stato realizzato rispetto a ciò che era stato promesso. La politica si misura sui risultati concreti, sulla qualità dei servizi, sull’equità territoriale e sulla capacità di offrire una prospettiva di crescita.
Borgia merita una guida amministrativa capace di trattare ogni parte del territorio con pari dignità, di programmare con visione e di trasformare le potenzialità in opportunità reali. Se dopo dieci anni le criticità restano irrisolte, è legittimo chiedersi se il problema non sia il tempo, ma il metodo e la capacità di governo.
Angelo Veraldi, ex consigliere del Comune di Borgia
