Braccialetto preventivo

 Si può mettere ai potenziali violenti un braccialetto elettronico per vedere che fanno e dove stanno. Ottima idea: ed era ora.

 Ovvero, tutti sappiamo che se una donna denunzia… la pubblicano sui giornali, la invitano in tv, le assegnano un premio di alto valore sociale e morale… però la prima udienza si tiene dopo un annetto, più rinvio a nuovo ruolo, e, nel frattempo, il violento può commettere tutte le stragi che vuole. Bisogna prevenire.

 I violenti sono, detto in generale, dei deboli psicologici, che fanno gesti abnormi per autoconvincersi di essere sani e forti; e siccome, da deboli, non hanno autocontrollo, possono arrivare ad atti estremi. Ma siccome sono dei deboli, bisogna incutere loro una sacrosanta paura.

 Per rieducarli, c’è sempre tempo; ma intanto bisogna impedire loro di fare danno agli altri. Dico altri, perché qualche matto ha ucciso anche i figli: Medea dei poveri? 

 Per rieducarli, dopo la paura, bisogna far capire una cosa banalissima: che la felicità non esiste, e tanto meno in amore; anzi, l’amore è sempre conflittuale; se no, è volersi bene come due amici e parenti; e che noia! 

 E anche che per mettersi assieme, due persone dovrebbero pensarci sopra un bel poco, prima di affidarsi a quella cosa volatile che sono i sentimenti.

 Si deduce che vanno educate anche le donne, cioè a seguire, nei rapporti con i maschi, criteri seri e non momenti estetici ed epidermici: roba da lasciare ai film. Non esiste, spero, un diritto al capriccio.

 Intanto, un bel braccialetto ai violenti: ma se si avvicinano alla desiderata vittima, subito in carcere. Qui mi affido, a proposito di violenti, alla fantasia.

 Affinché tale cosa non avvenga, e detto più in generale, compito dei giudici è punire i reati commessi; ma di impedire che vengano commessi è compito, preventivo, delle forze dell’ordine.

Ulderico Nisticò