Breve storia politica di Soverato

 Recenti casi m’ispirano una storia politica della città. Ah, se qualche giovanotto di belle speranze ci facesse una tesi di laurea dettagliata. Ma intanto, seguitemi.

 L’attuale Soverato nasce nel 1881, quando la sede municipale venne trasferita in Marina. Questa è la prova storica della netta prevalenza del ceto dei commercianti e imprenditori, giunti da fuori ma subito divenuti “soveratani”: cosa che, in questi ultimi decenni, non avvenne quasi mai.

 È in questo ceto borghese che troviamo gli assetti della prima metà del Novecento, con un blocco fascista ma anche con un solido sentire socialista, che non aveva modo di esprimersi, però era ben noto.

 Tra i turbinosi fatti del 1943, vediamo rinascere i partiti. Primo sindaco, Gino Alcaro, ma seguito dal socialista Luigino Sangiuliano; e, per due tornate, un blocco di centrodestra, o sarebbe più esatto dire di destracentro, con Antonino Calabretta.

 Accadevano intanto due momenti importanti: nel 1965 Soverato passava, per numero di abitanti, dal sistema maggioritario al proporzionale; e in Italia si affermava il centrosinistra, alleanza tra Democrazia Cristiana e Partito Socialista e altri.

 Con il proporzionale, il sindaco veniva eletto dal consiglio comunale, attraverso accordi e disaccordi tra partiti; e l’elenco dei sindaci degli anni 1970-90 riserverebbe dei nomi incredibili. Incredibili ma veri, ognuno con i suoi pochi mesi di gloria! Le amministrazioni e alleanze che salivano e scendevano furono del tutto impari alle esigenze della città.

 Nel 1992, cambiata la legge elettorale, vinse una lista che, nelle intenzioni del suo ispiratore, doveva essere di sinistra; ma negli anni della sua tutto sommato positiva esistenza, mutò nettamente le sue componenti; per poi vedere estinguersi la sua energia, e dissolversi.

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 Erano intanto, in tutta Italia, scomparsi i partiti della cosiddetta Prima repubblica, non solo perché cambiarono nome e pelle e in parte ideologia; ma perché si verificò, anche questo in tutta Italia, un fenomeno antropologico di pessima valenza, e che dura tuttora, e non sembra destinato a migliorare, tutt’altro. Dico che, già dagli anni 1990, tutti i partiti vecchi e nuovi si ridussero ad apparati autoreferenziali, cioè partiti di eletti e dirigenti, con desolante scomparsa della categoria umana degli iscritti e simpatizzanti. La gente continua a votare, anche con percentuali alte rispetto, per esempio, a USA e G. Bretagna, ma non partecipa a niente; e tanto meno ha una tessera di partito.

 Soverato era stata una cittadina molto politicizzata, e con ottimo livello sia di attività nella vita dei partiti, sia di ideologia e conoscenze. Di tutto questo, nella Soverato del 2022, non resta nemmeno la memoria più lontana.

 Esempio, il Movimento Sociale. Questa realtà politica, che, di media, riscuoteva il risultato di 1.500.000 di voti, era caratterizzata, dovunque, anche nei piccoli paeselli, dalla quasi coincidenza tra attivista ed elettore. Nel 1994, il MSI-DN, nel crollo della Prima repubblica, ottenne l’immenso risultato di cinque milioni di mezzo di voti. Subito dopo, caso unico nelle cronache umane, si suicidò con l’operazione Alleanza Nazionale, un pateracchio di sconquassate Tesi e che, dopo qualche anno di misera esistenza, è oggi completamente e giustamente dimenticato.

 A Soverato, dove contava nelle urne consensi a valanghe, AN si dovette affidare a dei riciclati o di tutt’altra provenienza, o che s’inventavano un passato eroico fasullo e che contrastava con il ben conosciuto presente. I camerati, specie in via di estinzione, si mantennero – me incluso – a milioni di anni luce da AN sia nazionale sia soveratese.

 Negli anni più recenti, Soverato ha votato per i partiti nazionali e nella misura nazionale; ma questo avviene mentre sono del tutto scomparsi i partiti. Per esempio, la Lega registra una media molto consistente di consensi elettorali, ma ciò non ha nulla a che vedere con una qualsiasi attività di dirigenti e simpatizzanti locali della Lega, dei quali si ignorano l’esistenza e i nomi, e attività anch’essa inesistente; e tanto meno abbiamo mai sentito un loro parere su qualsiasi cosa. Cioè, chi vota Lega lo fa per conto suo, e non certo per effetto della Lega di Soverato o di Catanzaro, o di uno sconosciutissimo Saccomanno regionale.

 A proposito di Lega, ma poi Spirlì li ha mandati i soldi per il Gagini? Ahahahahahahahahahahahahahahhahah!

 Idem e peggio per i 5 stelle, che hanno eletto una senatrice, la Vono, la quale però è (legittimamente, per carità, ai sensi della vigente partitocratica costituzione) al suo terzo cambio di casacca… ma non disperiamo, fino al 2023.

 Il PD è al potere, ma non se ne conosce l’indirizzo. Del resto, la presenza o meno di chiunque nelle liste comunali non ha a Soverato alcuna valenza ideologica.

 L’assenza dei partiti da Soverato pesa, come è ovvio, sulla vita politica e formazione delle liste, eccetera; ma pesa gravemente sui problemi effettuali della città, di cui pochissimi e niente si parla: invecchiamento e spopolamento; chiusura di negozi; riduzione del periodo di balneazione, altro che prolungamento… Qualcuno ne dovrebbe parlare.

 A proposito: ma lo sapete che il 12 giugno si vota, e le liste si devono presentare tra venti giorni al massimo, possibilmente non alle dodici meno dieci?

Ulderico Nisticò