Bronzi di Riace, l’Archeostatuaria svela l’identità della Statua B

A cinquant’anni dal ritrovamento dei Bronzi di Riace, avvenuto il 16 agosto 1972, la “Statua B”, perfetta in ogni parte del corpo, con la testa oblunga e sproporzionata, sembra aver ritrovato la propria identità.

Gli studi di Anatomia Archeostatuaria svolti dal Prof. Riccardo Partinico presso il Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria “sull’uomo” rappresentato dalla “Statua B” hanno permesso di accertare alcuni dati scientifici incontrovertibili riguardo i dismorfismi del sistema scheletrico e della morfologia del sistema muscolare. I piedi della “Statua B” presentano il varismo del V dito, la colonna vertebrale è caratterizzata da una classica scoliosi dorso-lombare e dalla rettilineizzazione del rachide cervicale.

Il cranio è dolicocefalo, allungato esageratamente in senso antero/posteriore. I muscoli, nella sua globalità, appaiono adattati alla Forza Resistente.
La forma degli arti inferiori è caratterizzata dalla particolare ipertrofia dei glutei, degli adduttori e dei gastrocnemi, che rende compatibile quella muscolatura con chi va a cavallo costantemente. Il callo osseo che si nota sullo zigomo destro e le orecchie, che presentano otoematomi da attrito, fanno propendere nell’ipotesi che “l’uomo” abbia praticato anche il Pancrazio, un’antica lotta utilizzata dai militari greci, che fu disciplina olimpica per 1041 anni, dal 648 a,C. al 393 d.C.

Analizzando la terra di fusione ritrovata all’interno della “Statua B” gli scienziati di Roma scoprirono che essa fu realizzata in Grecia, nell’area circoscritta tra Argo ed Atene, nel 430 a.C.
Gli scritti di Plutarco “Vita di Pericle”, risalenti al I sec. a.C., raccontano delle dimensioni inusuali del cranio di Pericle, che, addirittura, divennero motivo di scherno per i commediografi dell’epoca.

«Perfetto in ogni parte del corpo, egli aveva la testa oblunga e sproporzionata ed è per questo che tutti gli scultori l’hanno raffigurato con l’elmo per evitare che la messa a nudo di tale difetto potesse far pensare che volevano schernirlo. I poeti attici lo chiamavano Schinocefalo, cioè “testa di cipolla marina” (Σχινοκέφαλον).
Troppe coincidenze storiche, anatomiche e geografiche per non pensare di riconoscere nella “Statua B” PERICLE di Atene, vissuto dal 495 a.C. al 429 a.C., Militare e Politico.

Riccardo Partinico