Per anni tutte le reti RAI hanno dato credito all’ipotesi formulata dal Prof. Daniele Castrizio che individuava nei fratelli gemelli Eteocle e Polinice i personaggi rappresentati dalle statue. Nell’anno del “cinquantenario” decine e decine di testate giornalistiche ed anche su Repubblica a firma del giornalista reggino Smorto hanno data spazio ai due “fratricidi”, protagonisti assoluti. RAI 3, con Riccardo Giacoia, proponeva in tutti i servizi l’ipotesi del professore di numismatica dell’Università di Messina, sul Corso Garibaldi di Reggio Calabria erano esposti i cartelloni delle ipotesi più bizzarre, alla camera dei Deputati politici locali e nazionali a supporto dell’ipotesi mitologica, anche le associazioni culturali locali si prestavano a costituire la platea “ammaestrata” che applaudiva senza capire il limite tra un’ipotesi scientifica ed uno spettacolo teatrale, con tanto di musica e tamburelli.
Numerose volte ho inviato e-mail a Giacoia per chiedere di poter presentare a RAI 3 il mio studio anatomico e far conoscere l’ipotesi che individuava in Pericle e Temistocle i personaggi rappresentati dai “Bronzi”, ho scritto anche ai politici ed ho cercato di contattare Smorto di Repubblica. Niente. Riccardo Partinico non esiste.
Per non continuare a sbattere sul “muro di gomma calabrese” ho scritto al Ministro della Cultura, presentando le mie doglianze. Dopo cinque giorni dalla missiva veniva oscurata la pagina del Museo di Reggio Calabria dove c’era scritto “nome scientifico dei Bronzi di Riace: Eteocle e Polinice”, il Direttore Malacrino comunicava al Ministro che si era trattato di un errore di funzionario che aveva pubblicato una bozza.
Successivamente il Direttore Sudano ed il Comitato scientifico non mi concedevano la possibilità di svolgere una conferenza organizzata da sei associazioni culturali per presentare la mia ipotesi perché non ritenevano d’interesse il mio studio. Qualche giorno dopo, il salone veniva concesso ad un’organizzazione politica.
Scrivevo alla Segreteria del Capo dello Stato informando di essere stato censurato e mettendo in evidenza tutti gli errori amministrativi commessi dal Museo di Reggio Calabria ed il conflitto d’interesse con uno dei suoi Componenti. Credo sia successo qualcosa d’importante.
Tutto il contrario di tutto.
Ieri sera 10 novembre e questa mattina, RAI 3 apre le porte alla fantasiosa “ipotesi siciliana”, smentendo tutti i servizi che in questi anni aveva svolto in favore di “Eteocle e Polinice”, alimentando la credulità popolare e censurando le altre ipotesi.
I Bronzi di Riace non sono più “Eteocle e Polinice”, ma sono “Gelone e Ierone” da Siracusa. Gli esami scientifici svolti dal Ministero sulle terre di fusione non hanno più valore e prevalgono le analisi “siciliane”.
Una foto falsa (fotomontaggio) diramata da RAI 1 per accreditare l’ipotesi siciliana, già denunciata nei mesi scorsi, scompare e scompaiono anche i testimoni, in particolare il “bambino” di dieci anni, tale Mimmo Bertone che dalla cucina di casa sua vedeva due uomini che trasbordavano da un’imbarcazione ad un’altra cinque statue di bronzo del peso di 400 kg ciascuna e si accorgeva, anche, che ad una di queste mancava un occhio. Adesso appaiono solo “analisi scientifiche”.
Comunico che sono in procinto di pubblicare un libro sui Bronzi di Riace, dove, tra l’altro, si cercherà di far capire al lettore qual è la verità scientifica e cosa invece è la “fantarcheologia”. Voglio solo anticipare ai lettori che la “statua B” dei Bronzi di Riace realizzata nel 430 a.C. in stile “classico”, secondo “l’ipotesi siciliana” rappresenterebbe Gelone (morto nel 478 a.C.) e la “statua A”, realizzata nel 460 a.C. in stile “severo” rappresenterebbe Ierone (morto nel 466 a.C.). Mi auguro che il “muro di gomma calabrese” prima o poi si sciolga e lasci spazio alla democrazia ed alla libertà di espressione.
Riccardo Partinico