Bronzi, ovvero la zappa sui piedi

 A darsi la zappa sui piedi, i Calabresi sono bravissimi. Vedi innumerevoli libri e film e marce eccetera per far sapere al mondo che qui c’è la mafia, e solo la mafia, e tantissima mafia. E che si parla solo dialetto strettissimo: a parte che gli sceneggiatori mettono assieme una decina di diversissimi dialetti di una ventina di paesi a caso!!! Con i sottotitoli come ai tempi del cinema muto.

 Alla data del 7 maggio, cioè a quasi metà 2022, non è tenuta la benché minima manifestazione per i 50 anni dei Bronzi: però c’è un programma che manco l’elenco telefonico di Roma. È di programmi che muore la Calabria, da almeno quattro millenni; è di “faremo”, mentre non si sente mai “abbiamo fatto”. Questione di grammatica italiana? Al 7 di maggio, il programma sono parole come la 106 e la Trasversale. Plumas y palabras, el viento las lleva.

 Sarà come per il Gagini a Soverato? Ovvero, rinvio al prossimo centenario. Idem per tutte le altre ricorrenze, incluso s. Francesco di Paola.

 E c’è di peggio, per i Bronzi. Da quando sono stati scoperti – e sorvolo sui misteri e gialli vari – dilaga una gara a chi la spara più grossa: prima Fidia, poi Prassitele, poi qualsiasi cosa venga a mente aprendo per sbaglio un testo di storia dell’arte in uso nelle scuole. C’è chi sa con esattezza l’anno, il luogo, la provenienza, il naufragio, e come si chiamava il gatto del padrone della nave, addetto a mangiare i topi della stiva.

 Prove? Zero totale.

 Chi erano i due guerrieri? Dopo mezzo secolo, si chiamano A e B come i moduli delle Poste; nessuno ha provato a farne un mito, una leggenda, un romanzo, una trama di film?

 Io? Se me lo chiedono (raccomandata RR, numero di protocollo), ve lo faccio in due giorni; se no, lascio la cultura ufficiale ai piagnoni retribuiti. A dire il vero, avevo suggerito qualcosa di serio e gratis a Riace, ma nemmeno mi risposero o quasi. Stavolta ce l’ho con Trifoli, mica sempre solo con Lucano.

 Lo stesso per Regione, Provincia, Riace e Comuni limitrofi.

 Secondo me, a parte triturare dei soldi (spesi onestissimamente, sono certo: ma sperperati), non vedremo niente di serio, sul cinquantenario.

 E i masochisti continueranno a cantare che in Calabria i due B e A ci sono capitati per caso: si sa che in Calabria, anche quando non si chiamava così, ci fu e c’è solo mafia, e l’antimafia segue cena. La Magna Grecia, Pitagora di Reggio… mai sentiti nominare. Turismo culturale? Boh!

 Poi vi lamentate che siamo agli ultimissimi posti d’Europa, inclusa la Guyana francese!!!

 Buon 2122, Calabria.

Ulderico Nisticò