Burocrazia calabrese commissariata: era ora!

 Chissà se qualcuno ha sentito una notizia farfugliata a mezza bocca, che il governo manderà in Calabria una quarantina di tecnici per “aiutare” a spendere i soldi europei. Vergogna disumana, in una Regione che ha migliaia di passacarte!

 Passacarte? Ma no, nemmeno quello. A parte le chiacchiere e i piagnistei professionali dei pinoaprilati (a proposito, com’è che non era candidato, Aprile? ahahahahahahahahahah), che lamentano miseria e dimenticanza, dal 1970 la Calabria ha ricevuto da Stato ed Europa tanti di quei quattrini che poteva essere lastricata d’oro con rubini. E invece li ha respinti a Bruxelles. Come mai?

 Ma è ovvio. Facciamo l’esempio – puramente immaginario – che io sia andato da qualche Alto Pennacchione a proporre, per il 2021, centenario, delle manifestazioni per Dante e Gioacchino da Fiore. Attenti, il dottor Pennacchio mica mi avrebbe detto di no, anzi… solo che mi cadeva dal pero, giacché Dante forse lo ha sentito nominare per Paolo e Francesca (roba di sesso!), Gioacchino, ahahahahahahahahahah!

 Ora figuratevi se suo cugino Pennacchione Alto è capace di stendere un progetto di lavoro pubblico, tradurlo in qualche lingua europea (ahahahahahahahahah), portarlo a Bruxelles che manco sanno dov’è!

 E siccome sono tutti seguaci di Socrate, quindi sanno di non sapere, nulla scrivono e firmano, per evitare che anche gli altri sappiano quanto sono ciuchi. Ciuchi con laurea, ovvio.

 A Roma qualcuno deve aver preso atto dell’asinità calabrese, e manda dei commissari a levarsi di torno i nostri sederi piatti. C’è solo da sperare che i commissari non siano a loro volta dei somari raccomandati.

Ulderico Nisticò