Il sindaco di Reggio Calabria denuncia il silenzio di Roma e Catanzaro: «Centinaia di milioni di danni e nessun aiuto concreto. Si pensa ai congressi di partito mentre i Comuni sono in ginocchio».
REGGIO CALABRIA – Esiste un’Italia a due velocità anche di fronte alle catastrofi naturali? È l’interrogativo amaro che scaturisce dalle pesantissime dichiarazioni di Giuseppe Falcomatà. Il sindaco di Reggio Calabria non usa mezzi termini per descrivere quello che ritiene un trattamento di serie B riservato alla sua regione, colpita da un ciclone che in quattro giorni ha devastato coste e infrastrutture.
Il peso del silenzio nazionale
Per Falcomatà, la differenza tra la Calabria e il resto del Paese è nei fatti, o meglio, nell’assenza di essi. «Se fosse accaduto in altri luoghi, avremmo già un Consiglio dei Ministri straordinario e decine di esponenti nazionali sui litorali distrutti», dichiara il primo cittadino. Il confronto è con le emergenze che colpiscono altre latitudini, dove la macchina degli stanziamenti si mette in moto in poche ore. In Calabria, invece, a 24 ore dalla cessata allerta, il bilancio è desolante: «La classe di governo regionale e nazionale non ha ancora mosso un dito».
L’accusa: «Politica distratta dai congressi»
Nel mirino di Falcomatà finisce direttamente il governatore Roberto Occhiuto. Il sindaco stigmatizza il contrasto tra l’urgenza del territorio e l’agenda politica della Regione: «Il governatore trova il tempo di annunciare che non si candiderà al congresso di Forza Italia, mentre decine di Comuni sono in ginocchio. Sull’emergenza si limita a dire che il peggio è passato o che ‘chiederà’ lo stato di emergenza. Ma cosa sta facendo la Calabria ora?».
Secondo il sindaco, mancano risposte su punti vitali:
Fondi per la bonifica: Quante risorse sono già state sbloccate per la messa in sicurezza?
Ricostruzione: Esiste un piano finanziario per risarcire cittadini e imprese?
Intervento del Governo: Perché l’esecutivo nazionale, della stessa parte politica della Regione, non ha ancora prodotto un decreto straordinario?
«Le chiacchiere stanno a zero»
L’attacco si è spostato ieri dai canali di comunicazione alla Commissione Bilancio, dove Falcomatà ha chiesto ufficialmente impegni economici certi. «Di fronte a una calamità naturale non servono promesse, servono gli atti. Mostrino i provvedimenti prodotti, altrimenti è solo indifferenza».
L’urlo che arriva da Reggio Calabria è quello di una terra che si sente invisibile agli occhi di un Governo che sembra scordarsi dei suoi rappresentanti non appena finita la campagna elettorale.