Calabria, allarme commercio: “In dieci anni sparirà un negozio su cinque”


La Calabria rischia un vero e proprio collasso del commercio al dettaglio. Secondo l’allarme lanciato da Confcommercio, nel giro di dieci anni potrebbe scomparire un quinto delle attività commerciali presenti oggi sul territorio.

Un trend già evidente: oltre 4.000 locali risultano attualmente sfitti, segnale di un sistema economico che fatica a reggere l’urto di dinamiche demografiche e finanziarie sempre più sfavorevoli.

Consumi in calo e costi in aumento
La riduzione del potere d’acquisto delle famiglie sta avendo un impatto pesantissimo sul settore. I consumi arretrano, mentre i costi di gestione – dall’energia agli affitti, dalla logistica al personale – continuano a crescere. Per molti commercianti, soprattutto nelle aree interne, mantenere aperta un’attività è diventato un peso insostenibile.

Lo spopolamento dei comuni aggrava la crisi
A peggiorare la situazione contribuisce lo spopolamento, fenomeno che da anni interessa gran parte della regione. I piccoli centri si svuotano, i giovani si trasferiscono altrove in cerca di opportunità e la popolazione anziana non può garantire da sola la vitalità del tessuto commerciale. Meno abitanti significa meno clienti e di conseguenza minori entrate per i negozi.

Un rischio per l’identità delle città
La chiusura di migliaia di attività non è soltanto un problema economico, ma anche sociale. Le serrande abbassate modificano il volto delle città e dei paesi, riducendo la percezione di sicurezza, impoverendo la vita di comunità e indebolendo i servizi di prossimità.

Confcommercio avverte che senza interventi strutturali – incentivi alle imprese, sostegno ai giovani imprenditori, politiche contro lo spopolamento e investimenti sulla mobilità e la digitalizzazione – il declino potrebbe accelerare, lasciando interi centri urbani privi delle attività che ne hanno sempre rappresentato il cuore pulsante.