Calabria, allarme corruzione: è la seconda regione in Italia per indagati (141)


Libera lancia l’allarme: “Spesso dietro la corruzione si nasconde la criminalità organizzata”. Davanti c’è solo la Campania.

​SOVERATO – La Calabria si posiziona al secondo posto nella classifica nazionale per numero di persone indagate per reati di corruzione, un dato che fa suonare un forte campanello d’allarme sulla salute della pubblica amministrazione e l’infiltrazione criminale nella regione. Con ben 141 indagati registrati nel corso dell’anno in rassegna, la Calabria è superata solo dalla Campania, che guida la classifica con 219 indagati.

​I dati emergono da una ricerca approfondita condotta dall’associazione antimafia Libera, fondata da Don Luigi Ciotti, che ha monitorato e passato in rassegna le notizie di stampa sull’intero anno.

​I numeri della corruzione
​La ricerca di Libera evidenzia la gravità del fenomeno in Calabria. Dei 141 indagati totali per uno dei reati più seri contro la pubblica amministrazione, tre sono figure politiche.

​La classifica, che vede la Calabria al secondo posto, è completata da Puglia e Sicilia, a testimonianza di una concentrazione del fenomeno corruttivo nelle regioni del Sud Italia.

​ L’allarme di Libera
​L’associazione antimafia non si limita a presentare i numeri, ma lancia un monito chiaro e diretto: “Spesso dietro la corruzione si può nascondere la criminalità organizzata.”

​Questo allarme sottolinea come la corruzione non sia solo un danno economico e morale per lo Stato, ma rappresenti spesso un veicolo di penetrazione per le cosche e le organizzazioni mafiose all’interno degli appalti, delle istituzioni e delle decisioni pubbliche, compromettendo la democrazia e lo sviluppo del territorio.

​I 141 indagati calabresi sono la prova della costante necessità di rafforzare i controlli, la trasparenza e l’azione repressiva contro coloro che approfittano del bene pubblico per interessi privati e criminali.