Calabria: anagrafe da rifare

 La Calabria ha segnato uno dei suoi tantissimi primati negativi: quello del minimo di votanti, il 50% degli aventi diritto.

 Sì, ma quanti sono, gli aventi diritto e che effettivamente hanno la residenza in Calabria ed effettivamente vi abitano? Attenti, residenti e abitanti non sono necessariamente sinonimi, soprattutto in Calabria; e soprattutto se analizziamo la situazione paese per paese.

 Senza fare nome che pare brutto, ma sappiamo tutti che moltissimi dei 404 Comuni calabresi contano X residenti nelle liste anagrafiche, e quindi in quelle elettorali, e abitanti reali meno di X, molto meno di X. E magari l’elettore Tizio è iscritto nella lista del Comune X, però abita altrove, o presso i figli o, spesso, in casa di riposo; ma la residenza è rimasta a X, quindi anche l’elettorato. Insomma, sono dati numerici non corrispondenti alla verità; per non dire che ci sono tanti Comuni che non è esagerato definire fantasma.

 Ecco un ottimo motivo per sbrigarsi a fare la conurbazione, ottenendo Comuni di almeno ventimila residenti, ma residenti genuini.

 E non scordiamo che molti studenti e lavoratori non sono tornati per votare.

 E quanti sono gli elettori esteri? E tantissimi di loro, magari, nemmeno sanno dove si trovi il paesello da cui partì, un secolo fa, l’antenato; e di cui sono elettori. Qui serve una revisione seria: la Regione mandi un email alle ambasciate, invitandole a rintracciare gli elettori esteri e chiedere loro di confermare o meno, per iscritto, l’intenzione di votare; e, trascorsi tre mesi, va cancellato chi non dà segni di vita. Di vita politica, intendo. Così non succede che, in un certo paese qui vicino, gli elettori siano passati da 1.900 a 3.400.

 Ovvio che, votano 1.500 persone, è il 70% di 1900, numero fisiologico, ma è il 40% di 3400; e qualcuno singhiozza e s’inventa sociologie della domenica, mentre 3400 è solo un numero immaginario.

Ulderico Nisticò