Nella notte, lontano dai riflettori e dagli occhi dei cittadini, il Consiglio regionale della Calabria ha approvato la modifica dello Statuto che porta da 7 a 9 il numero degli assessori e introduce la nuova figura dei sottosegretari alla Presidenza. Una decisione arrivata grazie ai voti blindati della maggioranza di centrodestra, che ha tirato dritto nonostante le critiche.
La proposta porta la firma dei consiglieri Giannetta (FI), Caputo (lista “Occhiuto Presidente”), Brutto (FdI), Pitaro e Mattiani (Lega), e consente alla Calabria di usufruire di quanto previsto dal Decreto legge 138/2011: la possibilità, per le Regioni sotto i due milioni di abitanti, di “regalarsi” fino a due assessori in più.
Ufficialmente, l’obiettivo sarebbe quello di “adeguarsi alle norme” e “rendere più efficiente la macchina amministrativa”. Nei fatti, però, l’impressione di molti è che si tratti dell’ennesimo allargamento della galassia delle nomine e delle poltrone, un tema che in Calabria torna puntuale ad ogni legislatura.
La creazione dei sottosegretari alla Presidenza apre poi a un ulteriore livello di incarichi politici, suscitando più di un interrogativo: davvero la Regione aveva bisogno di nuove figure e nuovi costi, mentre continua a fare i conti con emergenze croniche in sanità, infrastrutture e lavoro?
L’opposizione parla di scelta “inopportuna” e “sganciata dalla realtà dei cittadini”. La maggioranza replica con la retorica dell’efficienza e del rafforzamento della giunta. Ma il sospetto, diffuso anche fuori dall’aula, è che a essere rafforzato non sia tanto l’esecutivo quanto la rete di equilibri e pesi politici interni alla coalizione.
La Calabria, insomma, da oggi avrà più assessori e nuovi sottosegretari. Resta da capire se avrà anche più risultati.