Calabria marocchina

Tutti sapete quanto io stimi la Regione Calabria, con i seguenti signori: A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra); e annessi e connessi e parenti e vicini di casa. Con i quali la Calabria è terzultima su 360 regioni europee; senza di loro, sarebbe ultima, quindi li stimo.

Sono perciò sicurissimo che quella cosa chiamata CORAP è stata istituita e gestita con una trasparenza che manco un foglio di carta velina; e che il personale sia stato assunto tutto a seguito di regolarissimi concorsi, svoltisi alla luce del sole.

Soprattutto in Marocco, dove ce n’è tanto, di sole. Che c’entra il Marocco, Paese africano e lontanuccio, dove però il CORAP, ente calabrese, ha una sede?

Non siate sospettosi: la Calabria ha sempre desiderato una sede in Marocco; e certamente ne aprirà presto una in Islanda e una in Nuova Zelanda… tutto e sempre alla luce del sole, a seguito di bandi affissi dovunque, dalla reggia del re marocchino ai bar di Wellington… e il personale, sempre assunto con severissimi concorsi e previ titoli che manco Pico de Paperis.

Però leggiamo che la sede in Marocco è costata 110.000 €; e che il CORAP ha speso poco meno di 50.000 in consulenze. Ma dai: è ovvio che la Calabria sia zeppa di maroccologi, tutti ansiosi di fornire alla Regione preziose informazioni sull’argomento. Non gli volete fornire un pourboire, a questi così dotti calabresi, tanto dotti da sapere persino dove si trovi il Marocco?

Sicuri che ne sono edotti, i consulenti?
Ora chiudo con una domanda cui NON sarà mai data risposta: posso sapere a che serve una sede in Marocco del CORAP calabrese?

Ulderico Nisticò