Calabria nella lente del Sole 24 Ore: la qualità della vita che fatica a decollare


La 36ª edizione dell’indagine annuale Qualità della vita del Sole 24 Ore, pubblicata il 1° dicembre 2025, riconferma una fotografia dell’Italia molto polarizzata: il Nord al vertice e il Sud in coda. Sul piano nazionale svettano Trento, Bolzano e Udine; in fondo alla graduatoria c’è ancora una volta una provincia calabrese: Reggio Calabria chiude la classifica.

Come viene costruita la classifica
L’indagine del Sole 24 Ore si basa su 90 indicatori raccolti in sei grandi dimensioni del benessere: ricchezza e consumi; affari e lavoro; ambiente e servizi; demografia, società e salute; giustizia e sicurezza; cultura e tempo libero. Il lavoro di laboratorio (Lab24) aggrega questi dati per restituire sia la classifica complessiva sia molte “pagelle tematiche” che spiegano punti di forza e di debolezza locali.

La situazione delle province calabresi — numeri e movimenti
Nel quadro nazionale le province calabresi restano concentrate nelle posizioni basse della graduatoria. Secondo i dati pubblicati:

Catanzaro è la provincia calabrese meglio piazzata: 92ª con 455,7 punti (leggera flessione rispetto all’anno precedente).
Cosenza risulta intorno alla 100ª posizione.
Vibo Valentia si attesta 102ª.
Crotone si conferma tra le ultime, a 105ª posizione.
Reggio Calabria è la 107ª (ultima) provincia in classifica, con un punteggio che la rende l’unica area sotto quota 400 nel rapporto 2025.

Questa distribuzione mostra che, pur con differenze locali, tutte le province calabresi si collocano nella parte bassa della graduatoria nazionale, una fotografia di sistema più che di singole eccezioni.

Quali sono i fattori critici per la Calabria
Dalle pagelle tematiche e dalle analisi locali emergono alcuni driver ricorrenti che spiegano i posizionamenti:

Mercato del lavoro e affari: tassi di occupazione più bassi, difficoltà per le imprese e livelli di investimento inferiori alla media nazionale pesano sulla voce “affari e lavoro”. (metodologia e categorie: Sole 24 Ore).

Servizi e infrastrutture: disponibilità e qualità dei servizi (sanità territoriale, reti di trasporto, gestione dei rifiuti) contribuiscono negativamente nelle province più deboli.

Cultura e tempo libero: indicatori relativi offerta culturale, eventi, spesa pro capite per attività ricreative sono spesso più bassi, penalizzando la vivibilità percepita.

Sicurezza e giustizia: alcune province mostrano peggiori performance su sicurezza percepita e indicatori giudiziari/statistici, che influenzano la classifica complessiva.

Va ricordato che l’indagine non è un giudizio “etico” ma una misura sintetica che combina dati molto diversi: in Calabria ci sono anche punti di forza locali — clima, costi della vita inferiori, reti comunitarie — che però non bastano a compensare le fragilità strutturali.

Reggio Calabria: perché è ultima (e perché conta)
Reggio Calabria chiude la classifica anche nel 2025: i reportage locali evidenziano peggioramenti in numerosi indicatori (occupazione, servizi, risultati in alcune graduatorie tematiche) e un’inversione negativa su più fronti rispetto agli anni precedenti. La condizione di “maglia nera” ha un forte impatto simbolico — oltre che pratico — perché può influire su investimenti, reputazione e fiducia interna.

Cosa indicano i numeri per le politiche locali
La lettura dei dati porta a qualche spunto di policy concreto:

1. Interventi mirati su lavoro e imprenditoria: misure per sostenere le micro-imprese, il credito locale e la transizione digitale potrebbero agire da volano. (categoria “affari e lavoro”).
2. Investimenti in servizi territoriali: potenziare sanità di prossimità, trasporti e gestione urbana per migliorare le condizioni quotidiane.

3. Valorizzazione del patrimonio culturale e turistico: progetti a rete per aumentare l’offerta culturale e l’indotto locale (influenza su “cultura e tempo libero”).
4. Strategie di comunicazione e reputazione: contrastare l’effetto “etichetta” negativa con campagne che evidenzino investimenti reali e risultati positivi locali.

Conclusione
L’indagine del Sole 24 Ore offre una mappa utile — seppure sintetica — per capire dove intervenire. Per la Calabria il messaggio è chiaro: esistono elementi su cui lavorare subito (lavoro, servizi, infrastrutture e offerta culturale) per provare a spezzare il circolo vizioso che mantiene le province in fondo alla classifica. La strada è lunga, ma la granularità dei 90 indicatori fornisce anche una traccia d’intervento puntuale per amministrazioni e stakeholders locali.