Calabria sotto scacco dell’influenza: ospedali al collasso e pronto soccorso presi d’assalto


Da Cosenza a Reggio Calabria si registra un boom di accessi senza precedenti. A Reggio oltre 400 pazienti in pochi giorni e reparti saturi. Gli esperti avvertono: «Il picco massimo deve ancora arrivare». 

​ Non è ancora stato raggiunto il picco stagionale, eppure l’influenza ha già messo in ginocchio il sistema sanitario calabrese. Quello che doveva essere un periodo di festività si è trasformato in un’emergenza continua per i principali nosocomi della regione, travolti da un’ondata di contagi che sta costringendo il personale medico a turni massacranti e a una gestione acrobatica dei posti letto.

​Emergenza da Nord a Sud
​La geografia del contagio copre l’intero territorio regionale, senza risparmiare alcuna provincia.

​A Cosenza, l’ospedale “Annunziata” ha dovuto far fronte a un vero e proprio muro d’urto nei giorni a cavallo di Capodanno, registrando un’impennata di casi che ha saturato le linee di primo intervento.

​A Catanzaro, la situazione è precipitata nelle ultime 48 ore: qui la pressione sui reparti di medicina d’urgenza è diventata critica, rendendo difficile la gestione ordinaria dei pazienti.

​Il caso Reggio Calabria: 400 accessi e terapie intensive piene
​Il dato più allarmante arriva però da Reggio Calabria. Il bilancio degli ultimi giorni parla di oltre 400 pazienti transitati dal pronto soccorso. La carenza cronica di posti letto è tornata a farsi sentire con prepotenza: molti pazienti sono rimasti in attesa per ore, mentre i casi più gravi hanno richiesto il ricovero immediato. Preoccupa, in particolare, il dato sulle terapie intensive, dove si registra un aumento dei ricoveri per complicazioni respiratorie legate al virus influenzale.

​Il peggio deve ancora venire
​Nonostante i numeri già impressionanti, le autorità sanitarie invitano alla massima prudenza. Secondo le proiezioni epidemiologiche, infatti, la curva dei contagi non ha ancora terminato la sua ascesa.

Il “plateau” e la successiva discesa sono previsti solo nelle prossime settimane, il che significa che la pressione sulle strutture ospedaliere calabresi è destinata a rimanere altissima, se non a peggiorare, nell’immediato futuro.

​”Siamo di fronte a un’influenza particolarmente aggressiva,” spiegano fonti ospedaliere. “L’afflusso massiccio sta mettendo a dura prova la tenuta dei pronto soccorso, già storicamente in sofferenza.”

​La raccomandazione resta quella di rivolgersi alle strutture ospedaliere solo in caso di effettiva necessità e sintomi gravi, per evitare il definitivo blocco delle attività d’emergenza.