Calabria: tanti candidati al nulla

Io, che in fondo sono molto ingenuo, un uomo semplice, unus multorum, sto aspettando invano che uno qualsiasi dei circa due milioni di Calabresi, residenti o finto residenti dal Pollino allo Stretto, mi dica cosa vuole fare per la Calabria, se eletto alle prossime elezioni regionali.

Non ho questa fortuna, anzi, in questo 2019, sono tutti così sfacciati che manco si sforzano di sparare le solite balle ipocrite tipo “discontinuità, lotta alla mafia, porto di Gioia Tauro volano di sviluppo… ”, e tante altre fandonie che ci hanno accompagnato dal 1970. Pensate che persino Corbelli non promette più il suo cimitero di Natale.

Niente, si parla solo di nomi, forse nella speranza che in qualche forra dei monti o spiaggia del mare sia nascosto un novello Anassila, un novello Cassiodoro, un novello Niceforo II Foca, un novello Michele Bianchi… o un mago dell’Aspromonte con arcani poteri. Nomi, solo nomi:

– Oliverio, candidato di se stesso e di un bel po’ di amici, tra cui il poeta encomiastico Drosi; ma non candidato dal suo partito, il PD; partito che, invece, ha detto e ripete di non volerlo manco in cartolina;
– Il PD voleva fare un bel listone con i 5stelle; ma i 5, dopo la spaventosa legnata in Umbria, stanno scappando a gambe levate;
– Il PD può dunque contare sulle proprie forze, in verità molto risicate, e rese ancora più fievoli dalla vicenda dei pdini passati renziani;
– I 5 stelle vanno, come cani da tartufi, alla ricerca del nome miracoloso. A titolo personale, consiglierei a qualcuno di continuare a fare quello che sa fare, senza cascare nella trappola. Del resto, abbiamo già visto, con lacrime e risate, la sedicente società civile: Chiaravalloti, Corasiniti, Di Bella, Laganà, Lo Moro, Lombardi Satriani, P. Nisticò, Teti…
– Impallinato nell’ala Occhiuto (sia da solo sia in una con Oliverio!!!), Forza Italia ripiega su Abramo; Mangialavori, con atto di serietà, si defila. Dopo anni di pessimo governo, non si vede perché FI abbia voce in capitolo.
– La Lega, che anche in Calabria è vincente, giace però priva di una classe politica: e in un anno e mezzo, non si è curata di procurarsene una, e fa nomine come se giocassimo a Risiko;
– Tuttavia, Lega e Fratelli d’Italia, messi assieme, posso vincere; magari concedendo a FI una candidatura simbolica, purché uno mai stato neanche consigliere comunale, e certo mai e poi mai uno degli uscenti consiglieri regionali dal 1970 a oggi.

Da questo così serrato dibattito sono assenti questi discorsi: accorpamenti di Comuni, agricoltura, allevamento, artigianato, cultura e patrimonio culturale, dissesto del territorio, economia, fondi europei, lotta alla mafia sul serio e non antimafia segue cena, sfascio della sanità, strade, turismo alternativo al 15 gg di chiasso agostarico; eccetera.
Muti i deputati e senatori vari; mutissime le università; silenziosi gli intellettuali, forse perché hanno ancora la bocca piena dei prodotti tipici di Africo.

Argomenti, niente: solo nomi, solo e soltanto nomi. Magari ogni elettore badando bene se il candidato gli viene parente o amico o connivente o fratellone o complice…

Ulderico Nisticò

Ah, scordavo di ricordarvi, cari lettori, che la Calabria è la terzultima su 360 regioni europee.