Siamo abituati a pensarla come l’inamovibile punta dello Stivale, il pilastro meridionale che ancora l’Italia al centro del Mediterraneo. Eppure, la Calabria è un’“immigrata” d’eccellenza.
Fino a trenta milioni di anni fa, se aveste voluto visitare i boschi della Sila, non avreste dovuto viaggiare verso Sud, ma puntare verso le coste della Provenza francese o della Catalogna spagnola.
A riscrivere la carta d’identità della regione è uno studio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), pubblicato sulla prestigiosa rivista Tectonics. La ricerca, guidata da Fabio Speranza, ha risolto quello che per decenni è stato il più grande rompicapo geologico del Mare Nostrum.
Il segreto custodito nelle rocce della Sila
Come hanno fatto gli scienziati a ricostruire un viaggio iniziato 30 milioni di anni fa? La risposta è scritta nel cuore delle pietre. I ricercatori hanno analizzato le rocce sedimentarie della Sila utilizzando la paleomagnetica.
I minerali magnetici presenti nelle rocce agiscono come piccole bussole fossili: al momento della loro formazione, si orientano verso il Nord magnetico, congelando per sempre la posizione geografica di quel momento.
Analizzando campioni risalenti a un periodo compreso tra 208 e 125 milioni di anni fa, il verdetto è stato inequivocabile: quel territorio non faceva parte degli Appennini. Era una microplacca autonoma, fisicamente agganciata al margine meridionale del continente europeo.
Una rotazione da record
Il distacco dall’Europa non è stato un semplice scivolamento verso valle. La microplacca calabra è stata protagonista di una manovra geologica senza precedenti nel Mediterraneo:
La rotazione: Il blocco ha ruotato di ben 160° in senso antiorario.
Il distacco: Circa 10 milioni di anni fa, la Calabria si è separata dal blocco Sardo-Corso.
L’innesto: Ha proseguito la sua corsa verso Est fino a “incastrarsi” nel sistema appenninico, assumendo la posizione che conosciamo oggi.
Un pezzo d’Europa nello Stivale
Questa scoperta cambia radicalmente la percezione del territorio. La Calabria non è “italiana” per origine geologica, ma per adozione.
Tutto il territorio a sud del Pollino è, a tutti gli effetti, un frammento di Europa continentale che ha navigato per milioni di anni attraverso il bacino del Mediterraneo prima di completare il puzzle dell’Italia meridionale.
Oggi, quella che chiamiamo “punta dello Stivale” è in realtà il capitolo finale di un’odissea geologica durata 30 milioni di anni. Un viaggio che, grazie alle bussole magnetiche nascoste nella Sila, oggi non è più un mistero.