Calabria Verde, Fp Cgil lancia l’allarme: “L’ente soffre di carenza di risorse e di organizzazione”

Nei giorni scorsi si è riunita la RSU aziendale eletta con la lista della FP – CGIL in Azienda Calabria Verde, unitamente ai vertici regionali della stessa organizzazione sindacale di categoria.  La discussione, molto proficua, si è concentrata sulle grosse difficoltà che l’Azienda da qualche anno sta vivendo, sia per le scarse risorse finanziarie, che  per le carenze organizzative. Tale difficoltà sta mettendo a repentaglio il futuro dei lavoratori stessi e dell’intero sistema agro-forestale della Calabria”. Lo affermano in una nota Alessandra Baldari, segretaria generale della Fp Cgil Calabria, e la Rsu Fp Cgil Calabria Verde.

“E’ necessario ricordare che l’Azienda Calabria Verde è uno degli Enti più grossi dal punto di vista numerico ed anche uno dei più importanti, in virtù delle funzioni svolte in tema di difesa del suolo, di sviluppo e salvaguardia delle aree interne, le quali esprimono eccellenze che vanno tutelate e valorizzate. E’ emersa una forte preoccupazione in relazione alla mancata presa di coscienza da parte dei vertici aziendali e regionali rispetto alla molteplicità di problematiche che affliggono l’Ente.

Lo stesso Assessore Regionale all’Agricoltura, Gallo, proprio recentemente ha sostenuto la necessità un piano di assunzioni di almeno 10500 lavoratori, ma non ha detto una parola su come ripianare il deficit enorme che non permette di approvare i bilanci preventivi e consuntivi, né del perché il piano del fabbisogno del personale e l’atto aziendale che attendono una loro approvazione dal Consiglio Regionale, languono, dimenticati da quasi un anno. A tal fine dalla riunione è emersa la volontà di avviare un percorso di iniziative che evidenziano un “rinnovato protagonismo” da parte della FP – CGIL in Calabria Verde e che diano la consapevolezza a chi deve intervenire che i tempi ormai sono ridotti. Il rischio concreto di default è dietro l’angolo. Pertanto, si ritiene indispensabile intervenire immediatamente”, scrivono ancora i sindacalisti.

“Le azioni principali dell’iniziativa sindacale si possono riassumere in temi specifici, come: Risoluzione delle carenze organizzative e finanziarie che hanno portato alla mancata approvazione dei bilanci preventivi e consuntivi degli ultimi anni, con grave nocumento per l’intero equilibrio gestionale dell’azienda; Richiesta di attuazione del Piano Triennale del personale, per il quale si è già provveduto a sottoscrivere uno specifico accordo con l’amministrazione aziendale, avviando un piano di assunzioni e di riqualificazione del personale interno; Definizione di un’adeguata organizzazione aziendale che tenga conto delle norme e che sia confacente ad una struttura articolata su tutto il territorio regionale, qual’è Calabria Verde; Incremento delle ore per gli ex lavoratori LSU/LPU, almeno temporaneamente, nei limiti di quanto previsto nel bando della Regione Calabria; Definizione dei contratti integrativi aziendali, che sono fermi all’anno 2020;

Avvio della contrattazione decentrata integrativa dell’anno 2022, per consentire una contrattazione gestita all’interno della annualità di riferimento, elemento fondamentale questo per poter iniziare, insieme alla parte pubblica, tutte le necessarie attività per la realizzazione delle Progressioni economiche orizzontali, nel limite del 50% annuo per categoria; Avvio di un percorso di maggiore trasparenza e linearità nell’attività AIB, con particolar riferimento agli istituti della turnazione e reperibilità; Definizione della problematica contrattuale dei Sorveglianti idraulici, al fine di scongiurare contratti differenti tra lavoratori impiegati in medesimi lavori”.

Ed infine, Baldari e la Rsu Fp Cgil Calabria Verde sostengono che “per una azione significativa ha bisogno che vi sia convergenza sui tempi e le problematiche in esame da parte di tutto il comparto sindacale per garantire una più forte azione sindacale ed una più attenta iniziativa per tutti i lavoratori”.