Calcio: la Nazionale nel ridicolo


 In altri tempi (e non penso solo a quelli gloriosissimi di Vittorio Pozzo), sarebbe stata una nobile gara all’onore e onere di guidare la Nazionale di calcio. Oggi, nel fuggi fuggi generale, per puro miracolo ne avevano trovato uno, ed è spuntata la Russia.

Nota sulla Russia: se è vero che Pirlo si è dovuto dimettere, allora si dovrebbero dimettere anche tutti quelli che in un modo o nell’altro con la Russia fanno affari. Ovvero, non me la bevo, e intuisco, a sensazione, qualche manovretta e lite tra i vertici e dirigenti vari.

Quello che è certo, è che quasi nessuno ha il fegato di assumersi la responsabilità della Nazionale, dopo tre Mondiali perduti per strada.

E dopo che, con tutta evidenza, un CT dovrebbe grattare il barile alla ricerca di undici italiani da far scendere in campo. E già, perché in Nazionale possono giocare solo italiani con cittadinanza italiana; ed è merce rara, se oggi ogni squadretta di paese (evviva, invece, il Catanzaro!!!) va in cerca di oltramontani di ogni genere, per di più anche costosi.

E attenzione che di questi famosi esteri delle squadre nostrane, nessuno è Charles o Suarez: sono calciatori qualsiasi… anzi, qualcuno si è divertito a calcolare la percentuale irrisoria, agli ultimi Mondiali, di atleti stranieri che giochino in Italia. Ovvero, li ammollano a noi, però, consci trattarsi di scartine, non li convocano nelle loro Nazionali.

Vero, però c’è che non se ne trovano molti, di calciatori italiani. Dove sono i vivai, dove sono le scuole calcio, dov’è l’oratorio da cui un tecnico di passaggio trasse Boniperti?

E dove sono gli adulti capaci di insegnare ai ragazzi che l’atletica è sacrificio e senso del dovere; e tutto il contrario del dilagante misto di edonismo piccolo borghese e inclusione a forza di chi invece per il calcio non è tagliato?

Riassunto della crisi: congiure di dirigenti, scarsezza di calciatori italiani, assenza di formazione giovanile.

Servono rapidi e risolutivi provvedimenti.

Ulderico Nisticò