Campagna elettorale sorda e grigia…

 Sorda e grigia è una famosa frase: vi rimando al mio prossimo libro sul centenario del 1922. Altri tempi! Oggi siamo molto più terra terra, e la campagna elettorale in atto ve lo dimostra.

 Dopo un anno e mezzo di finto amore e accordo, i partiti paiono quelle coppie che si separano e divorziano, e lui e lei cercano di farsi la ragione con gli amici e i parenti. E come? Parlando male di lei o lui.

 Esempio. Per un anno e mezzo, l’inutilissima e dannosissima Lamorgese ci ha riempiti di clandestini, e la sua gestione dell’ordine pubblico è stata ed è disastrosa. Che ha fatto, per un anno e mezzo, Salvini? Zero secco; silenzio connivente. Che fa ora? Ma torna a difendere i confini come manco sul Monte Grappa e sul Piave.

 Lo stesso per l’economia, che, in mano al plurilaureato Draghi ci regala l’inflazione (quella dichiarata!!!) del 9%; e tutti, ma proprio tutti dal PD a Berlusconi, erano felici e contenti, e certi delle magnifiche sorti e progressive del governo matterellesco. Oggi si accorgono, sempre tutti tutti, che l’Italia è zeppa di poveri, come se al governo ci fossero stati, anzi, ci siano ancora i Marziani e non loro, esattamente loro.

 Si danno perciò le colpe uno l’altro e l’altro uno, i partiti. E siccome siamo in campagna elettorale grigia e sorda, anche i toni sono pessimi; ed entro il 25 arriveremo alle ingiurie. Ricordatevi che erano… no, sono ancora tutti assieme.

 E giù campagna acquisti e candidature improbabili; e salti della quaglia; e invenzione di nuovi partiti. A proposito: i 5 stelle, o quel che ne rimane, faranno campagna a togliere voti Conte a Di Maio e Di Maio a Conte.

 Terrorizzati tutti della Meloni, scatenano il più trito antifascismo. Qui fidatevi della mia interpretazione autentica: nessun fascista degno di questo nome farebbe l’amerikano come sta facendo lei. Potete dormirci sopra. Però in tv, da qui al 25 settembre, uno o due polpettoni Oscar non ce li leva nessuno. Cambiare subito canale!

 E il Meridione? E la Calabria? Preparatevi a raffiche di promesse: TAV, 106… persino la Trasversale; e assunzioni come se piovesse. I Meridionali ci cascheranno? Sì, ovviamente sì. Voteranno per il parente e vicino di casa? Certo che sì. Chiederanno agli uscenti il rendiconto degli anni di stipendio sgraffignato? Sicuramente no.

 Mi fermo qui, con una nota che solo in apparenza non c’entra. Filippo Mancuso, presidente del Consiglio regionale, ha bloccato le nomine fino alle elezioni. Bravo: almeno uno squallore ci è stato risparmiato.

Ulderico Nisticò