Ho presentato oggi al protocollo comunale una interrogazione urgente e una mozione formale con la quale chiedo all’Amministrazione comunale di intervenire immediatamente per la riqualificazione, messa in sicurezza e restituzione alla comunità dell’area sportiva del Rione Cona, attualmente in stato di totale abbandono.
Gli atti consiliari arrivano dopo che oltre 70 residenti del quartiere hanno sottoscritto una petizione popolare, stremati da anni di degrado, promesse mai mantenute e indifferenza istituzionale.
Il Rione Cona non accetta più l’abbandono. Settanta firme sono la voce di un intero quartiere che chiede dignità. Madri e padri esausti di vedere i propri figli giocare nelle strade perché un bene pubblico, destinato per legge a loro, marcisce nell’incuria totale. Ho raccolto il loro grido di aiuto e l’ho trasformato in azione politica concreta: interrogazione per ottenere risposte e mozione per impegnare formalmente la Giunta ad agire entro termini vincolanti.
L’aspetto più grave della vicenda è che nel Rione Cona risiedono proprio il Vicesindaco e un Assessore comunale, figure ai vertici dell’Amministrazione che vivono quotidianamente accanto al degrado ma che in questi anni non hanno mosso un dito per risolvere il problema.
È uno scandalo politico insostenibile. Come è possibile che chi governa questo Comune, chi ha responsabilità di governo, viva nel quartiere e lasci marcire sotto casa propria un bene pubblico destinato ai bambini? Questa è l’immagine plastica di un’Amministrazione indifferente, inefficiente, assente. Non hanno scuse.
Hanno avuto ben due legislature per intervenire. Hanno scelto di voltare la testa dall’altra parte. E questo lo pagano soprattutto i bambini del Rione Cona, costretti a giocare nelle strade con rischi continui per la loro incolumità.
L’area sportiva comunale versa da anni in stato di degrado inaccettabile: vegetazione incolta che ha reso l’impianto impraticabile e inaccessibile, strutture sportive deteriorate, assenza completa di manutenzione, condizioni che configurano un rischio per l’igiene pubblica e un pericolo di incendio per le abitazioni limitrofe.
L’Amministrazione ha giustificato l’inerzia con la mancanza di un accesso regolare all’area. È una giustificazione ridicola. Gli strumenti normativi per risolvere il problema esistono da sempre: servitù di passaggio o accordi con i proprietari confinanti. Manca solo la volontà politica. E quando manca la volontà, significa che manca il rispetto per i cittadini.
L’interrogazione che ho presentato contiene dieci quesiti puntuali e circostanziati rivolti al Sindaco e alla Giunta: perché l’area è stata abbandonata per anni? Quali iniziative sono state intraprese per risolvere il problema dell’accesso? Perché il Vicesindaco e l’Assessore residenti nel rione non hanno fatto nulla? Quanto è costato al patrimonio comunale questo degrado? Quali interventi urgenti verranno adottati? Entro quali tempi? Pretendo risposte scritte, pubbliche, verificabili entro 30 giorni come prevede la legge. Non accetteremo più giustificazioni tecniche, rinvii o promesse generiche. I cittadini hanno firmato una petizione, io l’ho portata formalmente in Consiglio Comunale e ora l’Amministrazione deve rispondere. Davanti a tutti, in aula, alla presenza dei cittadini di Chiaravalle.
Ma non mi fermo all’interrogazione. Ho presentato contestualmente una mozione formale che, se approvata dal Consiglio Comunale, impegnerà la Giunta ad agire entro termini certi e vincolanti: 60 giorni per la bonifica urgente dell’area con sfalcio vegetazione, rimozione rifiuti e messa in sicurezza; 90 giorni per la risoluzione definitiva della problematica dell’accesso; 120 giorni per la predisposizione del progetto di riqualificazione completa e individuazione delle risorse finanziarie; 12 mesi per il completamento dei lavori e la restituzione dell’area alla fruizione pubblica; 90 giorni per l’approvazione di un piano di manutenzione ordinaria periodica.
Basta parole!!! Vogliamo atti e scadenze. Questa mozione vincola la Giunta a intervenire con tempi certi. E se non lo farà, segnaleremo la situazione agli organi di controllo competenti per verificare eventuali profili di responsabilità amministrativa per il deprezzamento del patrimonio comunale causato dall’inerzia colpevole.
La petizione popolare, promossa da un cittadino come portavoce dei residenti, ha raccolto l’adesione di oltre 70 famiglie del Rione Cona, un quartiere intero che ha deciso di ribellarsi al degrado attraverso gli strumenti della democrazia partecipativa previsti dalla legge 241/90. Queste 70 firme pesano più di qualsiasi promessa elettorale.
Sono cittadini che pagano le tasse, che chiedono solo ciò che spetta loro di diritto: uno spazio pubblico sicuro dove i loro figli possano giocare. Sono persone stanche di essere ignorate, stanche di vivere accanto a un bene comunale ridotto a discarica.
Hanno deciso di far sentire la propria voce e io, come consigliere di minoranza, ho il dovere di amplificarla e di tradurla in azione politica concreta.
L’interrogazione chiede anche accesso formale a tutti gli atti relativi alla situazione giuridica, urbanistica e tecnica dell’area: titolo di proprietà, planimetrie, atti amministrativi, corrispondenza con privati, eventuali pareri legali, capitolati di manutenzione degli ultimi cinque anni.
Trasparenza totale. I cittadini hanno il diritto di sapere perché un bene pubblico è stato abbandonato per anni. Hanno il diritto di sapere se ci sono responsabilità, se ci sono stati tentativi di risolvere il problema, se ci sono vincoli ostativi o semplicemente inerzia colpevole.
E hanno il diritto di verificare, passo dopo passo, cosa farà l’Amministrazione da oggi in poi. Ho annunciato che la mozione sarà discussa in Consiglio Comunale e che ogni consigliere dovrà assumersi pubblicamente la responsabilità del proprio voto davanti a tutti i cittadini del Rione Cona. La maggioranza non potrà nascondersi.
Dovrà votare in aula, pubblicamente, davanti alla comunità. E se voterà contro questa mozione, significherà che ha scelto consapevolmente di non intervenire, di lasciare il campetto nell’abbandono, di voltare le spalle a un intero quartiere.
Lo spiegheranno agli elettori. La mozione prevede anche un obbligo di comunicazione pubblica sullo stato di attuazione degli interventi al fine di illustrare ai cittadini il programma di lavori e i tempi di realizzazione.
Questo è solo l’inizio di una battaglia che vinceremo. Non molleremo fino a quando il campetto del Rione Cona non sarà restituito ai cittadini. Non accetteremo più scuse, rinvii, promesse vaghe da campagna elettorale. Vogliamo atti concreti, tempi certi, interventi verificabili.
I cittadini non sono soli. Hanno trovato in me e nel gruppo che rappresento un alleato che non si arrende. Interrogazione, mozione, controllo costante, pressione politica continua fino al risultato. Il campetto tornerà ai bambini. E l’Amministrazione dovrà rispondere del proprio operato.
Chiaravalle Centrale, lì 15.05.2026
Vito Maida Consigliere Comunale di Minoranza e Capogruppo “Uniti per Unire”