Candidati e discandidati: ma perché?

 Qualcuno – non io – si diverta a raccontare le giravolte dei discandidati e candidati alle regionali calabresi di – forse – ottobre se non s’inventano un covid. Divertente, sarebbe, alla data del 20 luglio; ma chissà domani e a Ferragosto…

 Divertente, se Tansi, dopo aver litigato a morte con De Magistris, si trovasse alleato di DeM per interposta Bruni. Divertente, se la Bruni, rimasta con i voti ufficiali di PD e 5s, risultasse quarta o quinta dopo Oliverio. Ma divertente anche se Occhiuto, che già aveva commissionato una giornata di lavoro a ditta di traslochi Cosenza – Germaneto anche grazie a Magorno e Vono, restasse al palo non per la sinistra, ma per la destra!

 Come direbbe Giovenale, in una situazione del genere “è difficile non scrivere satire”. Dopo il sorriso triste, però, domandiamoci perché questi illustri signori intendano candidarsi alla presidenza della Regione Calabria.

 E già, se finora abbiamo sentito che Tizio, Mevio, Sempronio e Caio e Pincopalla si vogliono candidare o discandidare, ma nessuno di loro ha mai informato il popolo del motivo che lo spingerebbe al gran passo.

 Attenzione: non parlo di “programmi” elettorali; se mi pagano, entro stasera vergo io quanti programmi volete: anarchico, antifascista, bonapartista, castrista, comunista, democristiano, fascista, liberale, maoista, monarchico assoluto o costituzionale, repubblicano, socialdemocratico… e varrebbero tutti meno della corrente elettrica che spreco sulla tastiera.

 Non parlo di proclami tipo “finalmente inizierà la rinascita della Calabria” o “combatteremo la mafia”, e, come dicono a Lucca “du’ ova”, e sempre tutti rigorosamente al futuro; e paroloni; e profezie…

 Parlo di cose serie, vere, realizzabili in cinque anni, con interventi precisi su funzionamento della burocrazia, economia, strade, turismo, rifiuti e loro riuso, agricoltura… e cultura genuina, una roba finora sconosciuta alla Regione…

 Ecco, di queste belle cosette, niuno, alla data del 20 luglio, ha mai sussurrato una mezza parola. E invece, i discandidati e i candidati si preoccupano moltissimo di come spartirsi i 30 posti, con annessi portaborse eccetera. Esattamente come fecero, dal 1970, i seguenti signori: A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra); la Santelli, per otto mesi; tutti illustri signori che hanno condotto la Calabria ad essere la terzultima d’Europa in media, e ultima in molti settori. Complimenti vivissimi.

 Gli elettori, a loro volta, se ne impipano. Qualche ingenuo idealista, magari, voterà per sentimento; molti altri stanno già pensando come intrupparsi con qualcuno dei futuri: c’è sempre un figlio tanto bravo ma incompreso, da sistemare. I più, appaiono disinteressati; voteranno lo stesso, perché in Calabria sono tutti cugini di qualcuno.

 Qualcuno dice che non voterà, ma è inutile: se il lunedì mattina risulterà che hanno espresso il voto solo 31 persone, avremo lo stesso un presidente e 30 consiglieri.

Ulderico Nisticò