Cani in strutture fatiscenti, sequestrati capannoni. Una denuncia

Sessantasei cani, alcuni cuccioli, detenuti in condizioni incompatibili con la specie. Così, a conclusione di un’attività avviata su segnalazione al 112 e durata diversi giorni, le stazioni Carabinieri Forestale di Catanzaro Girifalco, S. Vito Jonio, Sersale e Taverna, unitamente a personale del servizio veterinario dell’Asp, dei Vigili urbani di Catanzaro, e di volontari Guardie zoofile del WWF, hanno individuato, nel comune di Catanzaro in località Ianò, 66 cani detenuti all’interno di locali fatiscenti, privi delle condizioni igienico-sanitarie minimali, tenuti in condizioni di costrizione incompatibili con l’etologia della specie.

In particolare, sono stati individuati 2 capannoni in blocchi di cemento, tavolame e lamiera, distanti tra di loro, estesi più di 400 metri quadri, al cui interno erano detenuti 66 cani, dei quali 10 sono cuccioli, in dei box in cemento, quasi tutti con una catena di lunghezza estremamente ridotta, con ciotole per l’alimentazione e per l’acqua inidonee, e presenza di rifiuti di varia natura.

I cani di varie età, taglia, sesso e mantello, tra cui 10 cuccioli di età inferiore ai 30 giorni, appartengono a razze pregiate, con presunto valore economico, normalmente impiegate per l’attività venatoria, in particolare per la caccia al cinghiale, molto aggressivi tra di loro in ragione dell’impiego per cui sono stati in precedenza utilizzati. Tramite il personale dell’ASP tutti gli animali sono stati regolarmente identificati con l’applicazione dei microchip previsti dalla legge.

Nonostante la disponibilità del comune di Catanzaro a custodire gli animali nel proprio canile ubicato a S. Floro, a causa della delicatezza delle razze riscontrate, associata alla loro aggressività, sarebbe stato assolutamente rischioso il trasporto, peraltro tentato, e la custodia nel canile, con elevata probabilità di causare ferite o altre conseguenze più gravi.

I fabbricati e gli animali sono stati sottoposti a sequestro e si è proceduto ad impartire al soggetto detentore, tramite il competente servizio veterinario, delle prescrizioni urgenti da attuare nei locali sequestrati, entro il tempo massimo di 15 giorni, deferendo lo stesso alla competente Autorità giudiziaria.