Cannabis legale in Calabria e in tutta Italia

La sventura della crisi economica del 2008 ha avuto anche qualche effetto positivo, come la diffusione di più consapevolezza di consumo. Il popolo italiano si è sempre più riavvicinato al naturale, anche di cose semplici come non buttare via i fondi del caffè per un differente impiego.

Inoltre tutti sono molto più concentrati sul destinare i propri soldi a quello che concerne la salute e il benessere, con una visione molto diversa persino degli integratori alimentari. Di pari passo con i medici più portati di un tempo a raccomandarne l’uso con funzione preventiva e coadiuvante delle medicine sintetiche, il consumo è in continua crescita. I composti naturali godono di maggiore considerazione: “oltre 18 milioni sono gli italiani che consumano integratori abitualmente e sono almeno 4 milioni quelli che ne fanno un uso saltuario, con un volume d’affari nazionale che ha superato i 3,5 miliardi di euro annui” commentano da HealthSpring.it.

Allo stesso modo anche gli studi scientifici hanno vinto alcuni pregiudizi, che hanno portato a nuove interessanti scoperte sulla canapa. È questo lo scenario in cui la Cannabis si fa strada nell’economia, seppure con non poche difficoltà dettate da una legislazione italiana non del tutto compiuta. Ciò nonostante si stima che il volume d’affari dei soli prodotti a base di Cannabis light possa raggiungere i 123 milioni di euro in Europa, stando ai dati di 4.20 Hemp Fest (4.20 Hemp Fest International Cannabis Expo, la Fiera Internazionale della Canapa che si tiene a Milano presso gli East End Studios).

Per Cannabis light si intende l’insieme dei prodotti che contengono i principi attivi della canapa, in particolare la specie Cannabis sativa. I due principali composti che vengono estratti dalle piante sono il CBD (cioè il “cannabidiolo”) e il THC (cioè il “tetraidrocannabidiolo”): il primo è uno delle centinaia di cannabinoidi presenti nella pianta della casa per natura che viene usato per scopi terapeutici e per la produzione di integratori benefici per la salute umana e animale, mentre il secondo appartiene alla lista delle sostanze stupefacenti con effetti psicoattivi.

A questo bisogna aggiungere un notevole indotto della cd. “canapa industriale”, coltivata per usarne le resistenti fibre nel settore tessile, per produrre cordame, teloneria, carburante e fibre isolanti. Coltivazioni molto diffuse fino agli anni ’40, abbandonate con l’avvento delle fibre sintetiche e le stringenti campagne internazionali contro gli stupefacenti.

Sul piano economico è un’occasione molto importante anche per la Calabria, regione in cui la disoccupazione giovanile è altissima e il settore agricolo ricopre un ruolo molto importante. In questo senso è nata la “Filiera della Canapa”, della Together Team srl di Rende (CS), che ha proprio lo scopo di riunire i produttori e i venditori all’interno di un’unica grande filiera regionale.

Un comparto industriale che a livello nazionale è composto da circa 800 aziende, con la maggiore concentrazione di venditori di Cannabis light in Lombardia. Un’eccellente opportunità per il mercato del lavoro, per cui Coldiretti ha calcolato il possibile raggiungimento di 10.000 opportunità di impiego per la sola Cannabis terapeutica che andrebbe a sviluppare il settore privato in affiancamento alla produzione di Stato ancora molto al di sotto della richiesta interna.