Capannoni vuoti e colpevoli

 Quando debbo bastonare, spesso, RAI Calabria per le francocorbellate e per propaganda politica, lo faccio con doveroso piacere; ma quando si fa giornalismo serio, con altrettanto piacere e dovere esprimo le mie lodi.

 Un servizio RAI mostra la sedicente area industriale di Lamezia, con decine e decine di capannoni abbandonati alle erbacce e, presumo, ai cinghiali. Credo siano in gran parte quelli che anni fa vennero annunziati come inizio di un arricchimento spaventoso di tutta la Calabria… circa mille nuove aziende, di cui non si sa nulla.

 E nessuno si è mai preoccupato di saperne qualcosa. E quando dico nessuno, a questi penso:

  • Titolari delle ditte fasulle;
  • Associazioni industriali e commerciali;
  • Partiti e sindacati;
  • Europa che mandò dei soldi;
  • Stato italiano, idem;
  • Regione, che fece da tramite;
  • Comuni nei cui territori…
  • Autorità politiche, civili, militari e religiose che erano presenti alla solenne inaugurazione di capannoni vuoti, e a nessuno venne a mente di dare un’occhiata dentro, dove ben sapevano non ci fosse nulla.
  • Varie ed eventuali, tutti in vario modo colpevoli.

 Adesso gli intellettuali piagnoni e i seguaci di Pino Aprile vorrebbero per la Calabria altri soldi? Per aprire… ops, per costruire altri capannoni di cementaccio precompresso, e ricettacoli di topi? E no, manco un centesimo di euro, a meno che…

 A meno che non nominino me commissario con pieni poteri. E siccome mi diletto di teatro, ora vi descrivo la scena.

TITOLO: Il capannone con l’eco

 SCENA: Sono lì tutti: signore eleganti, signori in giacca e cravatta, militari in divisa, ecclesiastici… Sono lì, ma non possono fare niente perché manca il commissario, cioè U. N. Io arrivo, vestito come al solito, con un paio di pantaloni vecchi e una maglietta del mercatino. Fendo la folla, e mi metto davanti la porta. La banda inizia l’inno del Piave, che non c’entra niente, però è simpatico. Si prepara a parlare il ministro Pincopallino.

MINISTRO PINCOPALLINO
È con vera emozione…

U. N.
È con vera emozione che io voglio aprire questa porta…

TITOLARE
Ma signor ministro, c’è il buffet

U. N.
Dentro il capannone?

Intanto U. N. lancia un urlo da una finestrella, e il capannone rimanda indietro, lugubre, un’eco.

TITOLARE
Ma no: nel famoso ristorante La frittola, dove…

U. N.
Ci andiamo dopo: ora, vediamo i macchinari.

TITOLARE
Veramente, i macchinari sono in arrivo… partono il prossimo mese… dal Giappone… modernissimi…

MINISTRO
Vede, signor commissario? Arriveranno…

U. N.
Bene, allora, tutti dietro front: torniamo quando ci sono e funzionano. Intanto, maresciallo

MARESCIALLO
Agli ordini, commissario.

U. N.
Metta i sigilli a questa truffa, e consegni le chiavi al qui presente procuratore.

MARESCIALLO
E del titolare, commissario, che devo fare?

U. N.
Che domande sono, marescia’? A pane e acqua, in galera.

Vi piace, la scena? Se non si fa così, alla Calabria manco una lira. Altro che Pino Aprile!

Ulderico Nisticò