Caro Energia, lo sfogo di un imprenditore soveratese

Oggi Lunedì 29 agosto, la mia banca preleverà sul c/c il sudore del nostro impegno della nostra fatica e del lavoro dei miei collaboratori. Poche persone al mondo hanno deciso di farsi gioco della nostra responsabilità verso tutte quelle entità economiche, etiche e progettuali, compreso lo Stato.

Mi Saranno sottratte ulteriori risorse che sarebbero state necessarie alla conduzione corretta di una piccola azienda come la mia ma come tante altre. Qualcuno riesce a spiegarmi come sarà possibile proseguire così?

Non basta essere bravi imprenditori, non basta essere buoni contribuenti e non basta più neanche avere buone idee. Oggi siamo in un economia di guerra e stiamo continuando a lavorare come se tutto fosse normale, apriamo i nostri negozi facciamo trattative con i fornitori discutiamo e ascoltiamo i nostri clienti, insomma procediamo come se tutto fosse normale. Invece già da novembre scorso le prime sorprendenti fatture “energetiche” cariche di “speculazione” finanziaria emesse nella completa assenza di misure e contrappesi idonei a compensare almeno in parte questa “ingiustizia economica”.

Ci sentiamo disarmati e smarriti, non abbiamo interlocutori e tantomeno soluzioni applicabili in autonomia. Per 10 mesi abbiamo pagato il doppio dei costi energetici rispetto al 2021 e già era insostenibile, ora con la fattura dei consumi di luglio 2022 (€31.000,00 rispetto a €9.800,00 del 2021) le prospettive sono ulteriormente peggiorate.

Cosa racconterò ai miei figli?
Cosa dirò ai miei 36 collaboratori?
Cosa prospetterò ai miei fornitori?
C’è bisogno di un intervento sostanziale e immediato.
Qui perderemo tutti-tutto.

Giovanni Sgrò