Caso Salvini e considerazioni giuridiche


 Un caso Salvini non c’è più, dopo la piena assoluzione in Cassazione. Veloci considerazioni:

1. Il caso non doveva nemmeno iniziare: un ministro di Stato compie decisioni politiche (giuste o sbagliate, è un’opinione politica, non giudiziaria), mentre “sequestro di persona” è quando una persona privata rapisce un’altra persona e la tiene prigioniera per ragioni private. Salvini era stato accusato di non aver lasciato sbarcare una nave straniera con degli stranieri a bordo; impedirlo o meno, è un fatto politico, non personale.

2. L’assoluzione di Salvini sancisce definitivamente il principio che in Italia si entra solo con l’autorizzazione formale dello Stato tramite le autorità pro tempore.

3. L’eventuale condanna avrebbe invece sancito l’arbitrio di chiunque di sbarcare dove e quando gli paresse.

4. È conseguenza che le imbarcazioni, incluse quelle dette ong, possono attraccare solo con il permesso dello Stato, e nei tempi e nei luoghi e alle condizioni dallo Stato. Tanto più se sono imbarcazioni straniere, come nel caso di cui sopra.

5. Considerazioni finali di carattere generale. Il primo PM avrà sicuramente trovato una legge o leggina o interpretazione o convenzione internazionale eccetera (ce ne sono a migliaia!!!); la Cassazione ha assolto Salvini in base a qualche altra legge. Corruptissima re publica, insegna Tacito, plurimae leges. È un latinello facile.

6. Il fatto stesso che io pensi e firmi così, mentre qualche lettore sarà con me in disaccordo, è pericoloso, giacché sottopone il Diritto alle opinioni e simpatie e schieramenti di partito. Abbiamo invece bisogno di leggi poche e certe e chiare, e lo dico su qualsiasi argomento.

7. Serve dunque una riforma non solo della magistratura, ma della Giustizia divenuta Babele.

Ulderico Nisticò