Caso Signorini: il conduttore si affida ad un “principe del foro” catanzarese


Non si placa il terremoto mediatico che vede coinvolto Alfonso Signorini. Dopo le pesanti rivelazioni emerse durante la trasmissione Falsissimo di Fabrizio Corona, il direttore editoriale di Chi e volto simbolo di Mediaset ha deciso di rompere gli indugi, passando al contrattacco per vie legali.

​Per gestire quella che si preannuncia come una complessa battaglia giudiziaria e d’immagine, Signorini ha scelto di schierare un “peso massimo” dell’avvocatura italiana: il penalista Domenico Aiello.

​Chi è Domenico Aiello: il profilo del legale
​La scelta di Signorini non è affatto casuale. Aiello, calabrese d’origine (nativo di Catanzaro) ma ormai pilastro del foro milanese, rappresenta l’eccellenza nel diritto penale societario e dell’informazione.

Il suo curriculum parla di una carriera costruita nei più prestigiosi santuari del diritto internazionale, con trascorsi in studi del calibro di Clifford Chance e DLA Piper, prima di dare vita alla propria boutique legale nel cuore di Milano.

​L’uomo dei “casi impossibili”
​Il nome di Aiello è legato a doppio filo ad alcuni dei processi più delicati degli ultimi anni. La sua reputazione di stratega è stata consacrata definitivamente dal caso Expo, dove ha guidato la difesa di Roberto Maroni, ottenendone l’assoluzione definitiva e ribaltando pronostici che sembravano segnati.

​Una strategia di difesa a tutto campo
​L’ingresso di un legale di questo calibro suggerisce che Signorini non intenda limitarsi a una semplice smentita, ma sia pronto a tutelare la propria onorabilità in ogni sede. Al centro del dibattito restano le dichiarazioni rilasciate da Fabrizio Corona, la cui trasmissione Falsissimo continua a scuotere il mondo del jet-set con rivelazioni che, se confermate o smentite, potrebbero riscrivere i rapporti di forza mediatici a Cologno Monzese e oltre.

​Al momento, lo studio Aiello mantiene il massimo riserbo, ma è chiaro che la partita tra il conduttore e l’ex “re dei paparazzi” si è appena spostata dai salotti televisivi alle aule di tribunale.