Catanzaro dal concerto allo sconcerto di una fogna a cielo aperto

Se da una parte Catanzaro sogna, dall’altra il capoluogo è una fogna.

Ironia del consorte e abile maestrìa nel voler difendere a tutti i costi una posizione “politica” del tutto inutile, fin troppo blasonata in un tempo (s)finito ai supplementari.
Non disperate catanzaresi, intratteniamoci con un video già virale, prosegue l’indignazione di un popolo che subisce il trapassante abbandono conscio di penose acrobazie di palazzo.
Eppure il concerto incastonato nella pineta di Giovino sadda fà!

Si tratta di quella naturale voglia di esserci (quasi) tutti, magari per distogliere lo sguardo sulla zona batterica, dove dal fiume scorre vivido lo sversamento in mare di acque “pericolose”, una fogna incontrollata invade la natura da preservare con l’ ascolto statico di una musica al tramonto che se non sai cos’è: allora è jazz!

Sapesse l’eccellente pianista in che condizione reale si sia trovato, proprio nel suo stesso concerto eccone il tetro spettacolo, a lui adiacente tra degrado e sostanze galleggianti a cielo aperto, benvenuto, dunque, nella sinuosa strumentalizzazione dell’ arte violata.
Made in Catanzaro, città della seta e della “morale”, rima dovuta quale punto nevralgico dello stivale, stretto antico in cui è obbligo, a tutt’ oggi, lasciare ogni speranza o voi che entrate.
Una stagione estiva speziata da parcheggi selvaggi, quelli che si trovano per caso, o magari per sfortuna nel caso in cui ti pre-stampano una multa priva di fischio!

Ma la notte no, almeno quella lasciata a portata di mano per assopire i sogni dei più piccoli e innocenti, ignari che il presente catanzarese divulghi l’ emblema e oscuro pendìo italiano delle contraddizioni, dove se tutto scorre allora è: Pantarei.
La città dei Due Mari, ma quale di questi sia il più idoneo alla prossima stagione estiva, dove già si promettono fuochi d’ artificio alla luna, squarcio di lupi che vagano per i viali ripopolati almeno dai “cinghiali”.

Non facciamoci mancare nulla, l’ attrazione turistica comnicia dal karaoke e si schianta in quell’ angolo terminale che condivide, dunque, l’ unico limite assessorale, fatto di poco niente, puzza e qualche graziato conoscente del calco regionale.

Tutto volge all’estate sta finendo, una melodia epocale dove, in quelgi anni, mai avremmo immaginato questo povero scenario a dir poco delittuoso, riferendoci sempre alla notevole sparizione delle panchine in centro, motivata da ciò che, alla fine, lascia acnora in piedi sia ospiti che sgraditi residenti, anzi, resilienti!

Prosegue il tormento degli abitanti nei quartieri “dormitorio”, evidentemente delusi dal repentino rimando di pulizie e manutenzione (stra)ordinaria, per motivi di varia natura, dalla politica prettamente “social” a quella deviata in attesa delle inneggianti dimissioni.

Vedi Caro Nico cosa ti scrivo e ti dico, che per sentirci “umani” cos’ altro ancora dovremmo inventare, se dopo due mesi persino in consiglio si continuano a lamentare”, sulla vergogna di quel catanzarese attonito per la saccenza che ignora anche pari opportunità artistiche, vedi Costituzione italiana, mica cubana!

La relazione che intercorre tra gli Enti Istituzionali ed il cittadino, sarebbe quella di ammirare l’ andante svolgersi di attività e soluzioni di pubblico interesse contro il veridficarsi di ogni tipo di sospetto, malcontento generale e veemenza delle operazioni vacanti al fabbisogno di tutti e tre i colli..!

La lettura dei giornali anche on- line, di post che inneggiano al risveglio delle coscienze, potrebbero adìrsi alla prossima apertura inaugurale della tanto attesa e già opertativa Procura della Repubblica di Catanzaro, con alla Direzione Il Dott. Nicola Gratteri ed il suo Pool di magistrati che non rimandano a domani alcun atto probatorio, che intensificheranno indagini e, sopratutto, risultati, a loro, dunque, auguriamo buon lavoro e riponiamo la fiducia mai dismessa in questi anni di duro impegno giudiziario.

La speranza che Catanzaro divenga decisamente migliore spetta ai Catanzaresi tra i Catanzaresi, per esportare il meglio delle nostre stesse radici, difendendole senza indugio, facendo prevalere la tenacia necessaria contro l’ indebolimento del singolo, evitando di illuderlo con paraboliche teorie di sistema, perchè il fatto di affermarsi economicamente e socialmente sia impasto nelle mani degli onesti rappresentanti eletti.

Lo spargimento di servizi a macchia di leopardo non fa altro che declassare il nostro territorio, occore convergere urgentemente senza scambiare l’aula di consiglio “comunale” con quella di “tribunale”, i cui verdetti portano al terzo grado e varie, immaginiamone, appunto, radente la conquista, in una prosopoea di linguaggio che poco risolve il dramma dei commercianti disorientati persino dalla più fantasiosa propaganda di facciata.
Si deve proprio a quest’ ultima il disappunto che la comparsa dei volti noti ospitati solo tra i confini del Palazzo della Cittadella Regionale e la mezzarìa di un angolo portuale, non consenta l’ ascesa del capoluogo quale felice Olimpo delle star americane, quando a goderne di tutto ciò sono pochi ed alcuni tra la folla impressionata senza ripensamento, la stessa che in centro città ama quel fervido Cavatore che non vanta, però, neanche un selfie con Richard Gere, mah.. !

Turismo, Cultura, Spettacolo, Economia, Ambiente ed anche lo Sport quali elemetni essenziali che, insieme a tanti altri, dovrebbero essere reali contenitori di numerosissime risorse catanzaresi in primis, tra formazione proiettata a mestieri e professioni, al via, dunque, il censimento di libere attitudini da inserire in un database che favorica l’ inserimento al lavoro delle fasce più deboli e sensibili alla odierna crisi socio-culturale ed economica degli stessi, il primo a saperlo il Ministro alla Cultura Franceschini, tanto atteso per una dovuta passeggiata a Catanzaro, nella speranza che il Morzello trasmesso su Rai Uno lo contamini al più presto!

Al bando, si spera, ulteriori lungaggini per le esasperate e intercorse nomine all’ interno del nuovo Consiglio Comunale, si spera possano essere recuperate con provvedimenti attivi e di primaria necessità, oltre la sterile polemica dei falsi miti che ne disperde attenzione e rapido espletamento, garantendo, così, a tutta la città capoluogo, l’uniformità dell’immagine e suoi contenuti, dato che la forma spesso osata, ne confonde i tratti e le sane origini vissute.

John Nisticò