Catanzaro di culto, folla e Cinemazia

START di ansia e qualche selfie per gli onori di casa, poi a spasso prima dei cancelli aperti, luci offuscate e storie di deserti.

Nei secoli dei secoli e’ conferma che poco sia mutato, per colpa di chi, nel dubbio, resta il piu’ screditato.

La gente e’ strana, prima si odia e poi si ama, dice una grande canzone, perche’ a Catanzaro vincano “trama” e convinzione.

Le pellicole solleveranno il capoluogo esteso sui tre colli, facendo piu’ sfilate, pochi autografi, glorie impostate, in questa unica e sola grecanica estate. Vedessimo fiorire la citta’, ma bastera’ la follia di un pallido debutto e vai con la Cinemazia.

Dimostrazioni sul plauso del parcheggio “reinventato”, ecco il primo, vero, abilissimo, risultato.

In centro, citta’, pero’, troviamo quiete che affievolisce la passeggiata solitaria, contemplandone pensieri, di turisti per caso stravolti nei ciechi sentieri.

Sara’ difficile affermarsi,
incisivo e netto regna il contrasto di ospiti sulle vane speranze, che il bio-comico assenso sia pater provido silenzio.

Cresceranno ovunque i giovani e vedranno affermare il proprio talento, sempre piu’ consapevoli, che mai accada di farsi spazio a Catanzaro, citta’ della “stesura” e del calice amaro.

Impressionismo facile per sua natura, sperimentando i social, fumettistica border line e scanzonata levatura.

Ritroviamoci nel presente “laccato” in platea,
ma poi tutto finisce e tu ci sei stato?

Torna l’oblio che l’ unico e solo sia decantato. Questa volta, pero’, non si osi piu’ di tanto, chi ben comincia si prenda pure la Provincia.

A noi catanzaresi basta essere compresi, oggi qui è domani li’, a far da pubblico non serve mica l’ ombrellone,.tanto per fare strada devi essere pressapoco un fratellone.

Questa e’ l’ opera pia di una citta’ speziata di culto e Cinemazia.

W L’ ITALIA

John Nisticò