Ce n’è di lavoro, per Wanda Ferro!

 Rischio di dire cosa inesatta, almeno secondo la forma, perché ministri e sottosegretari governano la Nazione e non una sua parte o quella dove vivono. È però inevitabile che diano un’occhiata di più alla loro terra.

 Perciò, le mie felicitazioni a Wanda Ferro sia in quanto sottosegretaria agli Interni sia in quanto calabrese. La Calabria mostra un bel po’ di problemi di competenza del suo incarico, e non mi riferisco a quelli di stretta competenza del Codice Penale, ma a cose che proprio degli Interni sono di competenza.

 Gli sbarchi di clandestini hanno preso di mira la Calabria come e forse più di Lampedusa. Nella speranza che finalmente l’Europa faccia il suo dovere, e che quindi se un’ong è tedesca o norvegese se ne vada in Norvegia o in Germania… non è di questo che qui parlo, è degli effetti degli sbarchi, una volta avvenuti. Penso alla Piana di Gioia Tauro, dove la cosiddetta accoglienza è palesemente sfruttamento di braccia senza alcun controllo. Ebbene, ciò deve finire. E deve finire lo spettacolo di più o meno sedicenti profughi a bighellonare e chiedere l’elemosina.

 La Calabria tuttavia non ha bisogno di sbarchi per aumentare problemi di ordine pubblico: ne ha di suoi lasciati incancrenire da tutti i governi, inclusi quelli di centrodestra (il destracentro, spero sia tutt’altra cosa): campi rom in piena illegalità; e quartieri abbandonati al degrado.

 Ma la Calabria, diciamolo pure, è molto, molto più tranquilla di tante… no, stavo per dire periferie, e invece scrivo tante città, tanti centri di città (vi basta Trastevere di Roma?), dove le cronache quotidiane mostrano violenze insensate, scontri tra bande di mascalzoncelli che i giornali ipocriti chiamano “baby gang” per farla sembrare meno grave; e spaccio come se piovesse. Ebbene, il Codice Penale (chiedete notizie a Nordio) e il Testo Unico di PS consentono… no, impongono di reprimere subito le violazioni e assicurare l’ordine. Se poi qualche posizione dev’essere trasmessa alla magistratura, si provveda; ma se un ragazzino va in giro con il coltello, è obbligo di legge toglierglielo a forza, e speriamo solo non reagisca; se reagisce, peggio per lui; e non si può aspettare due sentenze e la Corte dei diritti, e il solito TAR che gli restituisce l’arma con tante scuse. Ah, se è minorenne, denunziare i genitori!

 Attenti, che non sto proponendo chissà quale politica di feroce repressione: basta prevenire, basta colpire uno per educare cento, basta una presenza più capillare e meno prevedibile. Quando i “baby” dormono una notte al gabbio, vedete come cambia loro la fantasia; e la sera dopo passeggeranno senza grilli per la testa, e senza coltelli.

 L’autorità dello Stato senza eccessi: il caso del “rave” di Modena è significativo di come si possa imporre la legge evitando sia abusi sia incidenti. Le persone, alla fine, hanno un buon senso naturale, se non le vizia qualche fasulla ideologia buonista.

 Tornando un attimo alla Calabria, nulla vieta alla Ferro di chiacchierare con i suoi colleghi di governo anche di ponte sullo Stretto, 106, Trasversale, ZES che non c’è… Buon lavoro, dunque, sottosegretario Ferro.

Ulderico Nisticò