Che altro deve succedere, in Calabria?

 Per non farci mancare nulla, c’è stato un terremoto. A questo proposito, e premetto che parlo solo in prima persona e per me solo, sono certo che in qualche cassetto di uffici municipali c’è un Piano di protezione civile; e che il 99,9% della popolazione lo ha letto e studiato. Io no, e sarà colpa mia: ma se dovesse avvenire il terremoto, il maremoto, il diluvio, io – parlo per me – ignoro totalmente cosa, secondo il Piano Prociv, dovrei, per salvarmi, fare; dove è il punto di raduno di quelli che abitano nella mia strada; e chi verrà e quando in mio soccorso; e se. Immagino che, mentre io dormivo, siano avvenute esercitazioni di evacuazione degli edifici, con particolare riguardo a quelli pubblici: ma io dormivo, e non lo so. Speriamo non arrivi un sisma a Soverato. E nel resto della Calabria, secondo me, non va meglio.

 Intanto Reggio, per un poco di pioggia, fa la fine diluviata di Crotone. E il miracolato sindaco Falcomatà se la cava con “Chiedo scusa, ci siamo fatti trovare impreparati”: e le dimissioni? Perché chiamo miracolato, il sindaco reggino dei mucchi di rifiuti? Perché se Invernizzi e soci non avessero sbagliato candidatura, uno dei loro tanti errori, il giovane e sorridente sindaco sarebbe a casa sua a fare le parole crociate. Salvini non legge i giornali calabresi?

 Ora vediamo cosa Invernizzi sbaglierà anche per le regionali.

 La politica comunale di Catanzaro subisce i sussulti dei recenti casi giudiziari. Siccome sono tutti, ma proprio tutti, anche Barabba e Landru, innocenti fino a sentenza definitiva, aspettiamo: non è bello, però.

 Il disastro sanitario è a Cosenza, dove per tutta la provincia c’è un solo laboratorio per i tamponi; e i medici litigano tra loro in diretta tv. E si trovano soldi per i privati. Domanda: ma gli ultimi due presidenti della Giunta non erano cosentini? Un’occhiatina, mai?

 Ed è ora di aprire una discussione sull’esistenza stessa della provincia di Cosenza, una vastissima e disomogenea estensione: con meno di sei CS si fa l’intero Belgio! Ed è palese che Trebisacce ed Amantea non si conoscono nemmeno. Quando si fece l’inutile provincia di Crotone, io dissi che aveva senso solo se comprendeva almeno Cariati e S. Giovanni F.: ma di Cosenza non si può toccare manco un centimetro quadrato. Come mai?

 Ecco però un compitino per Longo: risolva subito i guai sanitari cosentini. Hic Rhodus, hic salta; ovvero, qui si parrà la sua nobilitate. Faccia il commissario, non il burocrate in mezzo ai burocrati: dia ordini, non chiacchiere politicamente corrette.

 Quanto all’economia regionale, già molto precaria, è arrivato anche il covid. I negozi sono vuoti perché nessuno compra, e gli esercenti non ordinano. Gli aiuti del governo Conte 2? Plumas y palabras, el vienti las lleva.

 Cosa dice, su questi argomenti, l’opinione pubblica calabra? Ovviamente, nulla di nulla. Silenzio deputati e senatori; silenzio università; silenzio intellettualissimi e poeti e profeti e Muccino… Parla Klaus Davi: sì, di omicidi avvenuti e dimenticati quarant’anni fa, di cui viene a conoscenza nel 2020! Allora, la mafia sparava; oggi, fatelo sapere a Davi, paga, e fa prima.

 Nel silenzio tombale, “giusti son due, e non vi sono intesi”: Inf. VI.

 I partiti… ma sì, c’è anche chi crede all’esistenza dei partiti e dei Marziani!

Ulderico Nisticò