Che fine hanno fatto i Bronzi?

 7 novembre, e il 2022 volge al termine; tra poco è Natale, e saremo tutti più buoni; tranne me, che resto cattivo ogni giorno dell’anno… ma no, resto realistico.

 Poco e niente, a parte le visite al Museo, che avvengono dagli anni 1930, quando Alfonso Frangipane lo propose e Piacentini lo progettò; e il Museo è aperto sempre, e mica solo per i Bronzi. Sarei curioso di sapere quante scuole, in particolare quanti Licei Classici, hanno messo piede in questo 2022.

 Ogni tanto la tv ci ha informati di un concerto e di un dramma, ma tutta roba avulsa dai Bronzi e della Magna Grecia.

 E già, la Magna Grecia. Dopo Lotta alla mafia, Magna Grecia è la locuzione più diffusa nelle calabresi bocche, di solito a sproposito, raramente con qualche consistenza. E già, provate a domandare chi era Ibico: e non dico domandarlo a scappati di casa e residenti in quartieri abbandonati: dico a fior di professoroni!

 E quanti dotti hanno mai visitato le antichità grecoromane di Locri, Kaulonia, Scolacium, Crotone, Sibari, eccetera? Secondo me, lo stesso scarsissimo numero di dotti di Soverato a visitare la Pietà del Gagini! Ahahahahahahahahahahahahah.

 I dotti calabresi, si sa, sono solo piagnoni. E peggio per loro. Ma la Regione, e, in suo difetto, lo Stato? Nulla lo stesso.

 E che fine hanno fatto i tre milioni stanziati all’uopo? Attenti, non mi sfiora minimamente il sospetto di cose strane; ma la certezza, molto peggiore, che in buona parte finiranno non spesi, quindi restituiti a qualcuno – Italia, Europa – come spessissimo accade ai fondi della Calabria.

 Si può fare ancora qualcosa? Forse sì: ma datemi i soldi rimasti e un ragioniere che li conti; e vedrete cosa si può fare per i Bronzi anche da qui al 31 dicembre.

Tranquilli, haec somnia sunt, sto scherzano. Ce ne sono, in Calabria, di specialisti nell’arte della chiacchiere al vento!

Ulderico Nisticò