Che fortuna lavorare, sono stanco di sentire i miei coetanei lamentarsi

Che fortuna lavorare, sono stanco di sentire e soprattutto di vedere miei coetanei lamentarsi in merito alla difficoltà di ottenere “stipendi adeguati” o di non avere tempo libero, perché?
Perché vivo in prima persona un’esperienza lavorativa in una impresa di impiantistica e, credetemi, questo lavoro spesso viene bistrattato da molti ragazzi e, cosa ancora più imbarazzante, è visto come un lavoro impegnativo e quindi difficile o pericoloso da parte dei genitori.

Si una grande colpa credo sia da attribuire alla famiglia. Io mi reputo fortunato perché ho dei genitori straordinari che mi hanno fatto capire che QUALSIASI LAVORO riuscivo a trovare poteva essere una ricchezza anziché rimanere a casa a oziare davanti a un pc o girovagare nel nulla con la mia comitiva.
Magari le 20 / 50 € a settimana li avrei anche racimolati tra papà ,mamma o la nonna … ma con quale dignità ? Come mi sarei sentito ? A quali prospettive potevo ambire ? Oggi sto imparando un mestiere e sono felice di aver convinto anche Domenico che mi segue e sta’ apprezzando questa fantastica arte che è l’impiantistica.

Prima di giudicare che un lavoro non è ben retribuito o che l’imprenditore con cui intraprendiamo il percorso lavorativo è un approfittatore, vi siete mai chiesti cosa può dare il nostro contributo verso quell’imprenditore? Verso i colleghi di lavoro? Nei primi mesi sinceramente mi sentivo da intralcio e un di più, non avevo manualità e il più delle volte ho rallentato le procedure anziché essere di aiuto, perché qualcuno mi ha dovuto spiegare e seguire, nonostante tutto l’imprenditore mi ha pagato e gratificato lo stesso!

La vostra presenza , il vostro valore aggiunto nell’impresa qua l’è ? Siete veramente convinti di essere dei fenomeni e che, grazie alla vostra presenza, le aziende, nei primi mesi ma a volte anche nei primi anni senza nessuna formazione, hanno effettivamente dei benefici?

Ci rendiamo conto che gli imprenditori che prendono l’impegno di assumerci, devono accollarsi il periodo di formazione e spendere del tempo, che spesso loro sottraggono agli interessi dell’azienda, per avviarci a intraprendere un percorso lavorativo e fornirci così quelle qualità che la scuola o una specifica formazione post scolastica dovrebbe invece darci (tipo formazione scuola lavoro o altre attività formative in ambiti effettivamente necessari e utili al tessuto imprenditoriale locale).

Oggi dopo 1 anno posso dire che ho avuto la possibilità di essere autonomo con un’ auto, avere un conto in banca ma sopratutto posso essere felice di lavorare in ambiti molto motivanti. Dopo pochi anni spero, grazie al mio impegno,avrò fatto esperienza e svolgerò un lavoro dove in autonomia prendero’ delle decisioni, impartirò delle direttive, organizzero’ le giornate con il mio team e avrò anch’io delle responsabilità, inoltre insieme all’imprenditore che mi ha assunto deciderò e ne verificherò l’efficacia…tutto questo mi gratifica e mi motiva ulteriormente.

Mi sento quasi pronto a un mio personale percorso imprenditoriale, forse lo farò ma rifletto sulle tante dinamiche che oggi qualsiasi imprenditore affronta e questo, credetemi, mi fa paura , per esempio trovare dei collaboratori, affrontare le spese generali del personale quelle delle attrezzature ai problemi relativi all’ acquisto di merci, ai costi in generale e non ultimo alle banche e alla burocrazia.

Allora intanto cerco di dare il massimo impegno nell’azienda in cui opero e cercherò di acquisire sempre più la fiducia dell’imprenditore con cui lavoro,dei fornitori e dei clienti. Oggi sono qui e sento l’obbligo morale di portare risultati verso l’azienda che ha creduto in me.

Se le cose cambieranno un giorno anch’io potrò realizzare il sogno di fare una mia impresa .

Christian 22 anni SOVERATO CALABRIA