L’astensione è al 57%; e dovremmo tutti pensarci sopra. Per restare nell’argomento della scoppola, è tuttavia del tutto escluso che questo 57%, se fosse andato a votare, avrebbe votato centrodestra in Campania e Puglia. Sono semplicemente gli astenuti.
È vero altresì che nel Veneto ha vinto la Lega e per essa anche il cdx; ma io vivo a Sud, e di Sud mi devo curare. Le due Regioni più popolose e attive del Sud hanno registrato per la sinistra (in senso lato) un risultato nettamente doppio del cdx.
Non so, anche se intuisco, quali errori abbia commesso il cdx nella scelta dei candidati a presidente e consiglieri; e devono essere stati grossi.
Quello che so, è che la Meloni è oltre il 30% su scala nazionale, e in crescita di consensi; ma se uno volesse iscriversi a Fratelli d’Italia, dovrebbe telefonare direttamente alla Meloni, in totale assenza di qualsiasi cosa che somigli a un partito: sedi, segretari di sezione, esponenti qualsiasi locali. Tanto meno c’è odore di una qualsiasi politica meridionalista del centrodestra in generale.
Il meridionalismo, del resto, dal 2011 è stato abbandonato ai pinoaprilati tendenti a sinistra, a cominciare dalle interpretazioni stesse della storia nazionale: di sinistra, quindi avendo in testa solo soldi.
E se la sinistra si accorge che potrebbe giovarsi del fatto che a Sud (Calabria esclusa) vince la sinistra mentre a Nord vince la destra?
Secondo me (che non ho tessera dal 1994), il cdx deve cominciare a esistere non più solo come Meloni, ma come partito, quindi con riunioni e congressi e discussioni ideologiche e culturali, e proposte concrete. E far ciò in senso meridionalistico, dopo la duplice scoppola di oggi 24 novembre 2025 in Puglia e Campania.
E usare strumenti culturali finora ignoti alla politica di cdx, quali libri e cinema e tv e musica.
Ulderico Nisticò