Chi. Ce.: “La catastrofica estate chiaravallese”

Non è per il gusto di fare i dissacranti, i contestatori, i bastian contrari, o più semplicemente opposizione. No, è tutto sotto gli occhi di tutti: Chiaravalle non c’è. Non c’è più, demolita sotto i pallettoni a finanziamenti millantati dall’amministrazione e coperta da comunicati stampa che ricordano la propaganda d’altri tempi, tanto sono lontani dalla realtà.

L’amministrazione continua a produrre annunci di strutture e finanziamenti come se fossero cose straordinarie e non ordinarie (in tutto ciò, ad oggi, manca tanto l’ordinario quanto lo straordinario), ma in tre anni, in mille giorni e più , non hanno mai, mai tirato fuori un’idea, una proposta, un minimo sussulto che facesse pensare “ma si, forse in fondo qualcosa gli importa di Chiaravalle”.

Ed escono fuori poi con la loro meravigliosa estate dei morti viventi, quella del 2019: inaugurata con una manifestazione non meglio chiarita e ambientata forse un migliaio di anni fa (ma su questo lasciamo polemizzare altri più in gamba di noi) e poi , da lì, il vuoto assoluto. Nessun segno di vita e vitalità, nessuna neanche abbozzata idea che possa far pensare che anche a Chiaravalle è 2019. Le strade vuote, le piazze vuote salvo qualche eroica gelateria che nonostante tutto lotta e reagisce (a proposito, c’è chi nella maggioranza arriva a prendersi il merito di aver ravvivato il commercio a Chiaravalle: di grazia, con quali iniziative?)

C’è stata la presentazione di qualche libro, in verità tutti lavori notevoli e meritevoli, ma che potevano essere un giusto corollario alle classiche iniziative estive, non le uniche manifestazioni presenti. E, ancora, la scomparsa totale dello sport, l’abbandono del centro sportivo di località Foresta, l’organizzazione di una qualsiasi iniziativa per i più giovani. Ma come si può programmare in maniera così catastrofica un’estate di paese?

Non che le altre tre stagioni abbiano avuto fortune migliori, ma vedersi surclassati così da tutti i comuni limitrofi, i quali pur senza risorse e finanziamenti (visto che alla fine sempre di questo si va a parlare) hanno avuto tutti le loro belle estati con tanta gente e tante iniziative, a costo zero, è clamoroso. Perché le idee belle non hanno costo, ma serve impegno, dedizione, capacità di collaborazione, creatività, inclusività. Serve voglia di fare qualcosa per gli altri, serve abnegazione vera per la comunità senza secondi fini. Serve tutto questo: ma a Chiaravalle non c’è. Per niente.
Amministrare un comune morente che perde ogni anno, ogni settembre, centinaia di residenti, per il solo gusto di indossare fasce e curare interessi personali è inqualificabile.