Un accordo programmatico per costruire un’alternativa a un metodo fatto di chiusura e accentramento: democrazia partecipativa, cultura, infrastrutture, sviluppo economico e ritorno alle reti territoriali al centro del nuovo patto civico
A Chiaravalle Centrale prende ufficialmente forma una nuova alleanza politica. A sottoscrivere il percorso comune sono Noi Moderati, l’associazione Saturno, il movimento La Panchina e il gruppo civico Radici e Ali: realtà diverse per storia e sensibilità, unite da un obiettivo dichiarato costruire un’alternativa credibile, larga e programmatica all’attuale amministrazione.
Non una somma di sigle, ma un accordo che nasce con l’ambizione di aprire una fase nuova, dopo quella che i promotori definiscono “una stagione di chiusura, isolamento e progressivo impoverimento della vita democratica cittadina”. Il documento fondativo indica gli assi strategici del patto: partecipazione, ripresa culturale, infrastrutture, sviluppo imprenditoriale, turismo, ricostruzione delle reti istituzionali e territoriali.
“Chiaravalle ha bisogno di tornare a respirare”, si legge in uno dei passaggi centrali dell’accordo. “La vita pubblica non può essere ridotta a obbedienza, silenzio e propaganda. Il dissenso non è un fastidio da imbavagliare, ma il sale della democrazia. Chi governa una comunità non può pretendere sudditi: deve confrontarsi con cittadini liberi”.
Un principio che i promotori riconducono anche alle parole pronunciate di recente dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, assunte come riferimento del percorso: “Il potere può in effetti inebriare, e togliere equilibrio.” Un richiamo non polemico ma di metodo, valido per chiunque amministri: perché quando si perde l’equilibrio si perde per primo l’ascolto, e la programmazione smette di essere strumento collettivo per diventare monologo.
La nascita del fronte comune, dunque, segna un passaggio politico rilevante… le competenze al servizio di un progetto più ampio. “Non ci unisce la nostalgia, né la semplice opposizione verso un modello”, si legge nella parte conclusiva dell’accordo. “Ci unisce la convinzione che Chiaravalle possa essere governata meglio, con più serietà, più trasparenza, più competenza e più rispetto per i cittadini”.
Il messaggio politico è chiaro: costruire un’alternativa non solo sul piano elettorale, ma prima ancora sul piano culturale e amministrativo. L’alleanza vuole presentarsi come un laboratorio aperto, pronto ad allargarsi ad altre forze civiche, sociali e politiche che condividano la necessità di voltare pagina.
“Chiaravalle”, conclude il documento, “non appartiene a un uomo solo, a un cerchio ristretto, a una narrazione di potere. Chiaravalle appartiene ai suoi cittadini. E da loro deve ripartire”.
L’alleanza si è data tappe precise. Entro fine mese verranno definiti nome della lista civica e simbolo. Da settembre saranno presentate le linee programmatiche, costruite assicurano i promotori “ascoltando prima di parlare”. Seguirà una stagione di incontri tematici aperti alla cittadinanza, perché il progetto, dicono, “non appartiene a chi oggi lo firma, ma a chiunque a Chiaravalle vorrà camminarci insieme”.